Newsletter 263 -

Newsletter 263 -16/05/2022

Suddividere le gare in lotti, ecco come. Di Marco CATALANO giudice contabile

La suddivisione in lotti omogenei di una gara di appalto è una questione controversa. L’art. 51 del codice, che regola la fattispecie, può essere utilizzato al fine di distorcere la concorrenza o mediante l’artificioso frazionamento o mediante il frazionamento della gara senza impedire ai partecipanti di partecipare a tutti i lotti. 

Innanzitutto occorre definire il lotto, che, secondo il codice dei contratti, è funzionale, laddove si tratta di una divisione di uno specifico appalto da aggiudicare anche con separata ed autonoma procedura, ovvero parti di un lavoro o servizio generale la cui progettazione e realizzazione sia tale da assicurarne funzionalità, fruibilità e fattibilità indipendentemente dalla realizzazione delle altre parti; prestazionale, quanto si è di fronte ad uno specifico oggetto di appalto da aggiudicare anche con separata ed autonoma procedura, definito su base qualitativa, in conformità alle varie categorie e specializzazioni presenti o in conformità alle diverse fasi successive del progetto.

Si tratta, pertanto, della classica divisione orizzontale (un solo appalto diviso in tanti mini appalti del tutto simili) o verticale (un appalto diviso in tanti segmenti teleologicamente collegati). Lo scopo comune è quello di consentire la partecipazione alle gare anche delle piccole e medie imprese poiché, se non vi fosse la suddivisione in lotti, specie per il lotto funzionale, difficilmente avrebbero la forza e la capacità economica di partecipare ad una gara di rilevantissimo importo economico. Va da sé, infatti, che quando si parla di suddivisione in lotti, si generano maggiori opportunità per l'accesso di nuovi operatori (siano PMI, siano professionisti autonomi) che si affiancano ai player che già godono di posizioni di preminenza nel settore di riferimento. Il favor per la suddivisione in lotti è iniziato con il d.l. nr. 70 del 2011 e ha subito una decisa accelerazione con il d.l. 201 del 2011 che all'articolo 2 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, dopo il comma 1, ha inserito i seguenti:

1-bis. Nel rispetto della disciplina comunitaria in materia di appalti pubblici, al fine di favorire l'accesso delle piccole e medie imprese, le stazioni appaltanti devono, ove possibile ed economicamente conveniente, suddividere gli appalti in lotti funzionali.

1-ter. La realizzazione delle grandi infrastrutture, ivi comprese quelle disciplinate dalla parte II, titolo III, capo IV, nonché delle connesse opere integrative o compensative, deve garantire modalità di coinvolgimento delle piccole e medie imprese

La disciplina positiva è ora contenuta nell’art. 51 del codice dei contratti, secondo cui nel rispetto della disciplina comunitaria sugli appalti, sia nei settori ordinari che nei settori speciali, al fine di favorire l'accesso delle microimprese, piccole e medie imprese, le stazioni appaltanti suddividono gli appalti in lotti funzionali di cui all’articolo 3, comma 1, lettera qq), ovvero in lotti prestazionali di cui all'articolo 3, comma 1, lettera ggggg) in conformità alle categorie o specializzazioni nel settore dei lavori, servizi e forniture. Le stazioni appaltanti motivano la mancata suddivisione dell'appalto in lotti nel bando di gara o nella lettera di invito e nella relazione unica di cui agli articoli 99 e 139. Nel caso di suddivisione in lotti, il relativo valore deve essere adeguato in modo da garantire l’effettiva possibilità di partecipazione da parte delle microimprese, piccole e medie imprese. 

Sulla base della piana lettura della normativa appena richiamata, la suddivisione in lotti è funzionale all’accesso delle piccole imprese agli appalti di rilevantissimo valore economico che, se non fossero divisi in lotti, potrebbero essere aggiudicati solo ad imprese con una capacità di mercato e dimensioni molto rilevanti. I rovesci della medaglia sono due.

Innanzitutto una possibile la creazione artificiosa dei lotti, non quindi per favorire l’accesso delle micro e piccole imprese, ma per far rientrare l’appalto sotto determinate soglie dimensionali, al fine di applicare una diversa disciplina giuridica. Della questione è ben consapevole il legislatore il quale ha vietato questo artificioso frazionamento, sebbene in concreto sia difficile se non impossibile provare la volontarietà della adozione del comportamento vietato. 

Il secondo inconveniente, opposto a quello or ora esaminato, riguarda il divieto di partecipazione a più lotti omogenei da parte della stessa impresa, possibilità consentita dal codice dei contratti:

Le stazioni appaltanti possono, anche ove esista la possibilità di presentare offerte per alcuni o per tutti i lotti, limitare il numero di lotti che possono essere aggiudicati a un solo offerente, a condizione che il numero massimo di lotti per offerente sia indicato nel bando di gara o nell'invito a confermare interesse, a presentare offerte o a negoziare. Nei medesimi documenti di gara indicano, altresì, le regole o i criteri oggettivi e non discriminatori che intendono applicare per determinare quali lotti saranno aggiudicati, qualora l'applicazione dei criteri di aggiudicazione comporti l'aggiudicazione ad un solo offerente di un numero di lotti superiore al numero massimo.

Le stazioni appaltanti possono aggiudicare appalti che associano alcuni o tutti i lotti al medesimo offerente, qualora abbiano specificato, nel bando di gara o nell'invito a confermare interesse, che si riservano tale possibilità e indichino i lotti o gruppi di lotti che possono essere associati, nonché le modalità mediante cui effettuare la valutazione comparativa tra le offerte sui singoli lotti e le offerte sulle associazioni di lotti.

Invero, ove mai la stazione appaltante decidesse di dividere un appalto di rilevantissimo valore economico in lotti e poi non vietasse alla stessa impresa la partecipazione a più lotti, il risultato della partecipazione delle piccole imprese rimarrebbe solo teorico. Infatti, senza alcun divieto di partecipazione la grande impresa potrebbe partecipare a più lotti come se si fosse innanzi ad una sola gara e, di fatto, presentare un’offerta al ribasso economicamente conveniente perché solo ella sarebbe in grado di sostenere le economie di scala correlate ad una gara economicamente formalmente frazionata, ma di fatto unitaria. Chiaramente l’esercizio di una discrezionalità di così ampia portata sfugge al sindacato del giudice (di qualunque genere) poiché espressione della attribuzione di competenza della amministrazione attiva, a meno che non si provi che la strutturazione complessiva della gara sia stata artificiosamente delineata al fine di escludere le piccole imprese o favorire uno specifico competitor. Rimane, allora, la verifica di frazionamento con una indebita partecipazione multipla, la quale, se effettivamente priva di qualsiasi giustificazione logica, potrebbe essere censurata dal giudice amministrativo.

 

Newsletter 263 -16/05/2022

SCADENZARIO BANDI PNRR PER I COMUNI, APERTI E DI PROSSIMA APERTURA

Qui gli avvisi aperti e di prossima apertura per aggiornamenti sulle opportunità in uscita per i Comuni anche alla luce delle recenti proroghe dei termini di candidatura di vari bandi come quella per Servizi e Infrastrutture Sociali di comunità (prorogato al 15 giugno) e dei vari spostamenti nel Pnrr di poste già previste da leggi di bilancio e programmazioni Cipess. Il Centro di competenza e Centrale di committenza PNRR sostiene gratuitamente i Comuni e i territori nell’azione istituzionale di programmazione e realizzazione dei progetti e degli interventi del PNRR. A partire dalla informazione sui bandi aperti (Newsletter FondiPa, motore di ricerca MyPnrr), alla formazione per i Sindaci e le macchine tecniche comunali (Master executive per Project Manager del Pnrr del MIP-Politecnico di Milano, Laboratori di supporto formativo ai Rup sul regime speciale dei contratti Pnrr-Pnc, ecc) e al supporto per l’intero iter realizzativo degli interventi. Per info e supporto scrivere a fondipa@asmel.eu

Newsletter 263 -13/05/2022

PROJECT MANAGEMENT PNRR 1° Corso di perfezionamento universitario MIP - Politecnico di Milano | GRATUITO

Il Corso di perfezionamento universitario in Project Management PNRR – 50 ore online, in partenza da luglio 2022 - si inserisce all’interno delle nuove esigenze scaturite dalle misure del PNRR, la cui attuazione è demandata agli enti locali. Promosso da Asmel e realizzato da MIP Graduate School of Business del Politecnico di Milano, il Corso gratuito consente ad amministratori, dirigenti e funzionari locali di sviluppare le competenze necessarie per pianificare, gestire e rendicontare i progetti finanziati con empatia, passione e competenze. Qui la Brochure del Corso e la Richiesta di esonero spese. Il percorso formativo universitario è articolato in 50 ore di lezioni completamente online, da seguire sia in modalità live sia usufruendo delle videoclip registrate, e prevede il rilascio di apposito Diploma di perfezionamento in «Project Manager del PNRR» con l’acquisizione di 15 CFU, previa presentazione di un breve elaborato individuale finale, a scelta del partecipante su un tema rilevante per lo sviluppo di un progetto del proprio ente e con il supporto diretto metodologico e scientifico dei docenti MIP. Come di consueto, la partecipazione è completamente gratuita ed è riservata ad amministratori e personale in servizio degli enti locali. La selezione dei partecipanti è effettuata nella misura massima di un (1) ammesso all’esonero per ciascun ente. Allorché il numero delle domande ecceda la disponibilità massima dei 100 posti, l’ammissione avviene sulla base del criterio cronologico di invio delle richieste. Per approfondimenti, è possibile scrivere a polimi@asmel.eu oppure telefonare al Numero Verde 800 165654 int.3.

Newsletter 263 -13/05/2022

PROSEGUE IL TOUR APPALTI PNRR AL COMUNE DI SIROLO A SEGUIRE LE TAPPE IN SICILIA E SARDEGNA

Il Tour Appalti 2022, dopo gli appuntamenti a Villa Bartolomea e ad Alberobello, ha fatto tappa a Sepino, in Molise. Amministratori locali, segretari comunali e funzionari tecnici si sono confrontati con entusiasmo sul regime speciale degli appalti PNRR-PNC, in un dialogo aperto con gli esperti. Il risultato è stato quello di una progettualità condivisa anche grazie al supporto specialistico fornito dal Centro di competenza Asmel. La prossima tappa è a Sirolo (AN), il 20 maggio. A seguire la due giorni in Sicilia, ad Augusta e a Santo Stefano di Camastra, rispettivamente il 16 e il 17 giugno. Doppia tappa anche in Sardegna a Quartu Sant’Elena e a Bosa, il 5 e 6 luglio. Nel corso degli incontri territoriali viene dato spazio anche alla discussione e analisi di fattibilità di progetti e interventi PNRR di imminente assegnazione. Tra i relatori M. Catalano, giudice contabile, C. Magro, Unità di Missione PNRR/MEF, S. Zeuli, consigliere di Stato, F. Vitola, project manager PNRR del Politecnico di Milano e A. Bianco, esperto personale pubblico. La partecipazione è gratuita per tutti i Comuni ed è soggetta a disponibilità dei posti e si intende effettiva solo ad avvenuta conferma da parte della segreteria. Per prenotazioni e/o per candidare il proprio Comune a ospitare una tappa del tour, scrivere a posta@asmel.eu

Newsletter 263 -20/04/2022

PROJECT MANAGEMENT PNRR Corso di perfezionamento universitario MIP - Politecnico di Milano | GRATUITO

 

La prima edizione del Corso di perfezionamento universitario in Project Management PNRR – 50 ore online, in partenza da luglio 2022 - si inserisce all’interno delle nuove esigenze scaturite dalle misure del PNRR, la cui attuazione è demandata agli enti locali. Promosso dall’Associazione Asmel e realizzato da MIP Graduate School of Business del Politecnico di Milano, il Corso gratuito consente ad amministratori, dirigenti e funzionari locali di sviluppare le competenze necessarie per pianificare, gestire e rendicontare i progetti finanziati con empatia, passione e competenze. Qui la Brochure del Corso e la Richiesta di esonero spese

Con inizio da luglio 2022, il percorso formativo universitario è articolato in 50 ore di lezioni completamente online, sia live sia videoclip registrate, e prevede il rilascio di apposito Diploma di perfezionamento in «Project Manager del PNRR» con l’acquisizione di 15 CFU, previa presentazione di un breve elaborato individuale finale, a scelta del partecipante su un tema rilevante per lo sviluppo di un progetto del proprio ente e con il supporto diretto metodologico e scientifico dei docenti MIP.

Come di consueto, la partecipazione è completamente gratuita ed è riservata ad amministratori e personale in servizio degli enti locali. La selezione dei partecipanti è effettuata nella misura massima di un (1) ammesso all’esonero per ciascun ente. Allorché il numero delle domande ecceda la disponibilità massima dei 100 posti, l’ammissione avviene sulla base del criterio cronologico di invio delle richieste. Per approfondimenti scrivere a polimi@asmel.eu oppure telefonare al Numero Verde 800 165654 int.3.

Newsletter 263 -20/04/2022

Scadenzario Bandi PNRR per i Comuni

Qui gli Avvisi PNRR aperti e di prossima apertura per aggiornamenti sui bandi e sulle opportunità in uscita per i Comuni anche alla luce delle recenti proroghe dei termini di candidatura di vari bandi e dei vari spostamenti nel Pnrr di poste già previste da leggi di bilancio. Asmel sostiene gratuitamente i Comuni e i territori nell’azione istituzionale di programmazione e realizzazione dei progetti e degli interventi del PNRR. A partire dalla informazione sui bandi aperti (Newsletter FondiPa, motore di ricerca MyPnrr), alla formazione per i Sindaci e le macchine tecniche comunali (Master executive per Project Manager del Pnrr del MIP-Politecnico di Milano, Laboratori di supporto formativo ai Rup sul regime speciale dei contratti Pnrr-Pnc, ecc) e al supporto per l’intero iter realizzativo degli interventi con il Centro di competenza e Centrale di committenza PNRR . Per info e supporto scrivere a fondipa@asmel.eu

Newsletter 263 -14/04/2022

La sanzione per la mancata razionalizzazione delle società partecipate. Di Marco Catalano, giudice contabile

Un nuovo spettro si aggira per le amministrazioni locali: l’applicazione della sanzione pecuniaria per mancata razionalizzazione delle partecipazioni societarie.

Si tratta, come è noto, della ipotesi disciplinata dall’art. 20, comma 7, del dlgs nr. 175 del 2016, a mente del quale:

La mancata adozione degli atti di cui ai commi da 1 a 4 da parte degli enti locali comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da un minimo di euro 5.000 a un massimo di euro 500.000, salvo il danno eventualmente rilevato in sede di giudizio amministrativo contabile, comminata dalla competente sezione giurisdizionale regionale della Corte dei conti”. Si applica l'articolo 24, commi 5, 6, 7, 8 e 9.

Nell’ottica di una sistemazione e regolamentazione dell’ormai abnorme numero di società partecipate (si pensi al famoso rapporto Cottarelli) il legislatore del 2016, in sede di esercizio di una delega legislativa, previde l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di adottare un piano di razionalizzazione delle partecipazioni, con correlativa sanzione, art. 18, lett. m) nr. 5) della legge nr. 124 del 2015, secondo cui occorreva per gli enti locali

introduzione di un sistema sanzionatorio per la mancata attuazione dei principi di razionalizzazione e riduzione di cui al presente articolo, basato anche sulla riduzione dei trasferimenti dello Stato alle   amministrazioni   che   non   ottemperano   alle disposizioni in materia

La norma che ha previsto la sanzione, il comma 7 dell’articolo 20 del dlgs nr. 175 del 2016 è rimasta quiescente fino quasi ai giorni nostri, quando si sono riscontrati interventi da parte delle sezioni giurisdizionali regionali.

Ma andiamo con ordine.

 

LA RESPONSABILITA’ RISARCITORIA

Come è risaputo, a partire da un passato ormai non tanto recente, il legislatore sta affiancando, al tradizionale risarcimento del danno devoluto alla giurisdizione della Corte dei conti anche una responsabilità sanzionatoria per la violazione di precetti ritenuti di necessaria osservanza.

Archetipo e capostipite di questa tendenza è l’art. 30, comma 15, della legge nr. 289 del 2002 che sanziona con il pagamento di una somma da 5 a 20 volte l’indennità di carica l’amministratore che contrae un mutuo per spese non di investimento.

Insomma, accanto al generale dovere di risarcire il patrimonio della pubblica amministrazione a causa di un comportamento doloso o gravemente colposo, talvolta il legislatore aggiunge il pagamento di una sanzione pecuniaria.

 

I TRATTI DELLA SANZIONE AMMINISTRATIVA PECUNIARIA ATTRIBUITI ALLA CORTE DEI CONTI PER MANCATA RAZIONALIZZAZIONE                           
Pur trattandosi di una sanzione comminata non da una autorità amministrativa, ma giurisdizionale (la Sezione Giurisdizionale regionale della Corte dei conti), la condanna inflitta non può prescindere dalla esistenza dell’elemento soggettivo (che, secondo la Corte dei conti, SSRR QM/12/2007 non può non essere la colpa grave).

Analizzando, però, la norma in commento non può non evidenziarsi qualche distonia legislativa.

Innanzitutto, la mancata perimetrazione dei soggetti tenuti al pagamento.

Mentre la maggior parte delle norme che applicano sanzioni da parte della Corte dei conti individuano i soggetti tenuti al pagamento (gli amministratori nel caso già menzionato dell’art. 30, comma 15, legge 289 del 2002; i contraenti e i beneficiari nell’ipotesi di cui all’art. 3, comma 59, della legge nr. 244 del 2007), la norma in esame lascia all’interprete il compito della individuazione dei soggetti tenuti.

E qui si inseriscono due recenti decisioni della Corte dei conti, di qui a breve esaminate.

Un altro aspetto che balza subito all’occhio è l’ammontare della sanzione, da un minimo di € 5000,00 ad un massimo di 100 volte superiore (€ 500.000,00).

Si tratta di una oscillazione tra un minimo ed un massimo forse esagerata, tenendo conto del fatto che il legislatore delegante aveva sì delegato il governo alla adozione di misure sanzionatorie, ma non aveva circoscritto l’ammontare della sanzione.

In materia di delegazione per la adozione di sanzioni amministrative, in altre ipotesi il legislatore aveva circoscritto la delega al governo stabilendo anche il minimo ed il massimo edittale.

Si prenda ad esempio la legge nr. 67 del 2014, con a quale alcuni reati sono stati depenalizzati.

L’articolo 2 della legge in commento ha previsto, per l’esercizio della delega, la adozione di

sanzioni adeguate e proporzionate  alla  gravità  della  violazione, alla reiterazione dell'illecito,  all'opera  svolta  dall'agente  per l'eliminazione o attenuazione delle  sue  conseguenze,  nonché'  alla personalità dello stesso e alle sue condizioni economiche; prevedere come sanzione principale il pagamento di una somma  compresa  tra  un minimo di euro 5.000 ed un massimo di euro 50.000;  prevedere,  nelle ipotesi di cui alle lettere b)  e  d),  l'applicazione  di  eventuali sanzioni amministrative accessorie consistenti nella  sospensione  di facoltà e diritti derivanti da provvedimenti dell'amministrazione;

            Il caso della mancata razionalizzazione, viceversa, sembra del tutto avulso dal rispetto di un limite.

Il nr. 5 dell’art. 18 della legge nr. 124 del 2015 ha infatti delegato alla adozione di sanzioni (senza specificare di che tipo) e il legislatore delegato ha colmato il vuoto del delegante inserendo una sanzione tra un minimo ed un massimo che rasenta l’assurdo, senza specificare chi, tra gli amministratori o i dipendenti, sia destinatario del precetto.

 

ESAME DELLE RECENTI DECISIONI

Come detto in premessa, di recente vi sono stati degli interventi della Corte dei conti sulla applicazione concreta della normativa.

Innanzitutto, con decreto nr. 3 del 2022 della Sezione Giurisdizionale Campania si è affermata la necessità di una rigorosa verifica dell’elemento psicologico in capo agli autori della violazione, individuati dalla Procura nel responsabile del servizio finanziario; e si è specificato che i destinatari sono gli amministratori.

Secondo il giudice campano, al contrario della prospettazione accusatoria, poiché responsabile della adozione del provvedimento è l’organo politico, il responsabile del servizio difetta di legittimazione passiva.

Testualmente:

 la responsabilità "sanzionatoria" si struttura, infatti, sulla illiceità normativamente accertata di un comportamento dal quale consegue una sanzione pecuniaria "indifferente" all'eventuale pregiudizio erariale pure ipotizzabile sicché occorre individuare la sussistenza dell'elemento soggettivo comunque necessario per l'affermazione di siffatta responsabilità che, dalle Sezioni Riunite della Corte dei conti, è stato indicato quam minime nella colpa grave (SS. RR. N.12/QM/2007). Sul punto, non può non osservarsi che, al di là della generale conoscenza degli adempimenti previsti dalla normativa di settore per assicurare la compiuta definizione dei procedimenti di revisione, rivestenti primario rilievo nella complessa tematica delle "partecipate", occorre indagare sui soggetti cui, in un ente locale, incombe l'obbligo di adottare uno degli atti di cui ai commi da 1 a 4, pena la comminatoria della sanzione pecuniaria di cui al comma 7 dell'art.20 del D.lgs. n.175 del 2016.

Ad avviso di questo Giudicante, esso non può che essere essenzialmente individuato nell'organo politico di vertice dell'amministrazione, cioè nel sindaco, che, ai sensi dell'art.50 del TUEL, viene definito espressamente come "organo responsabile dell'amministrazione del comune".

Di analogo tenore, escludente la responsabilità delle strutture burocratiche anche la recente sentenza nr. 32 del 2022 della Sezione Liguria, secondo la quale

Orbene, la lettura coordinata del quadro normativo fin qui tratteggiato induce il Collegio ad escludere che la norma sanzionatoria di cui all’art. 20, comma 7, del TUSP abbia tra i propri destinatari gli organi burocratici dell’ente locale e a dedurne, pertanto, che, nel caso di specie, la pretesa punitiva ivi sottesa sia stata già pienamente soddisfatta con l’irrogazione della sanzione amministrativa ai titolari degli organi di governo del Comune di Leivi ad opera della più volte citata sentenza n. 186/2021 di questa Corte.

 

CONCLUSIONI

In definitiva, la nascente giurisprudenza della Corte dei conti sulla anomala sanzione in commento, in disparte alcuni profili relativi all’eccesso di delega, si va delineando come diretta nei confronti degli amministratori, identificati quali destinatari del precetto.

Si evidenzia infine la utilità di una razionalizzazione delle società partecipate, nonché di misure di carattere direttivo direzionale da parte dei soci, visto come fonte di risparmi per il gruppo Pubblica amministrazione, come è avvenuto per il comune di Milano.

Al riguardo, dalla deliberazione Lombardia/419/2016/VSG (Relazione sui risultati conseguiti dal Piano di razionalizzazione delle società partecipate (approvato con provvedimento del Sindaco di Milano del 27 marzo 2015)) emerge come le società Milano Sport spa ed MM spa, abbiano sottoscritto un accordo per la somministrazione di mano d’opera in comune. Tanto ha consentito un risparmio del 5% (pari ad € 1 l’ora) oltre che il dimezzamento degli oneri organizzativi derivante dall'approntamento della gara. Inoltre, Milano Sport spa ha affidato altri servizi alla società MM spa per un valore di 309.000 euro nel solo 2015, opzione che ha consentito a quest’ultima di sfruttare appieno gli organici tecnici.

Newsletter 263 -13/04/2022

MAXI CONCORSO ASMEL PER ASSUNZIONI RAPIDE IN 150 COMUNI DI TUTTA ITALIA

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 29, serie Concorsi, del 12 aprile, il Bando per la costituzione di Elenchi di idonei a cui potranno attingere i Comuni per assunzioni rapide ai sensi del Decreto Reclutamento (art. 3-bis del DL n.80/2021, convertito in legge n.113/2021). Il bando è indetto dall'Associazione ASMEL che ha attivato questa forma associata di assunzioni a sostegno di un primo stock di Comuni Soci in tutt'Italia, qui l’Elenco in progress fino al 27/4. È prevista l'adesione successiva di altri Enti tra i 3.840 Comuni associati Asmel, che aumenteranno le opportunità di impiego e progressioni di carriera per laureati e diplomati. L'istituto dell'Elenco di Idonei consente alle amministrazioni locali di precostituire, attraverso una selezione pubblica, un "parco" di figure professionali al quale attingere per le assunzioni a tempo determinato e indeterminato in base alle necessità, anche per l'attuazione del PNRR, come da recenti indicazioni ministeriali.  L’ampia diffusione dell’iniziativa garantisce il livello di professionalizzazione dei candidati “idonei” in ciascun ambito territoriale. A darne notizia sono più di 80 testate di informazione nazionali e locali, tra cui RAIItaliaOggiIl Messaggero, Milano Finanza e Il Mattino.  

L'Avviso coinvolge 15 diversi profili in ambito amministrativo, tecnico, contabile, informatico, sociale e di vigilanza, sia di categoria D (che ha come titolo di accesso la Laurea) sia di categoria C (che richiede il solo Diploma di Scuola Secondaria). La gestione della selezione avviene in via telematica: per poter essere inseriti negli Elenchi di idonei all'assunzione nei Comuni, occorre superare una prova selettiva di 60 quiz. Gli Enti saranno tenuti a invitare ai concorsi indetti entro il prossimo triennio gli iscritti risultati idonei. A questi verrà riconosciuta la facoltà di accettare o meno, vedendosi così tutelati dalla necessità di trasferte troppo onerose. Gli idonei che raccoglieranno l'invito potranno partecipare alle prove selettive tipiche dei concorsi pubblici. La differenza, rispetto alle procedure tradizionali aperte a tutti, consiste quindi nel concorso a invito. Ciò comporta procedure più semplici e veloci da espletare, essendo noto a priori il numero dei partecipanti, oltre al vantaggio, per gli iscritti negli elenchi, di mantenere l'idoneità per l'intero triennio fintanto che non otterranno un'assunzione a tempo indeterminato. Il supporto alle assunzioni in forma aggregata si aggiunge alle numerose iniziative di gestione associata già attivate da ASMEL, l'Associazione che ha come cifra distintiva il valore della sussidiarietà. "La gestione associata dei servizi - sostiene Francesco Pinto, Segretario generale ASMEL - garantisce sia le esigenze di efficienza e ammodernamento degli Enti, sia la loro piena autonomia. Mentre la gestione associata delle funzioni, propugnata dagli apparati centrali, compreso quello di ANCI, la storica Associazione dei Comuni, sottrae ai Sindaci competenze e prerogative per le quali sono stati eletti, a favore di Enti sovraordinati senza elezione diretta, in nome di economie di scala del tutto indimostrate, visto che nei grandi apparati comunali la spesa pro capite dei municipi raddoppia. Non tutti sanno che l'80% degli italiani vive in città con meno di 100mila abitanti, dove la qualità della vita, l'efficienza dei servizi comunali e la diffusione della Rete stanno invertendo la direzione dei tradizionali flussi migratori".  Qui l'Accordo cui tutti i Comuni ASMEL possono aderire mediante delibera di giunta,  indicando, nella scheda di rilevazione, i profili professionali di cui ci si intende avvalere. Attraverso la rete ASMELAB le singole amministrazioni interessate ad attingere all’elenco di idonei sono esentate da sforzi organizzativi. Tutte le attività sono realizzate a livello di gestione aggregata, dalla indizione e dallo svolgimento delle procedure selettive per la iscrizione nell’elenco, alla comunicazione agli idonei della richiesta degli enti aderenti di dare corso ad assunzioni, la ricezione delle manifestazioni di interesse da parte degli idonei, lo svolgimento delle eventuali procedure selettive, la formazione e la comunicazione della graduatoria di merito, la gestione e l’aggiornamento dell’elenco degli idonei. Per info e adesioni scrivere alla casella mail asmelab@asmel.eu

Newsletter 263 -13/04/2022

PNRR: SEVIZI E INFRASTRUTTURE SOCIALI SUPPORTO GRATUITO

Con riferimento all'Avviso dell'Agenzia Coesione finalizzato alla presentazione di proposte di intervento per creare e/o migliorare Servizi e Infrastrutture sociali di comunità per i Comuni delle Aree Interne, da finanziare nell'ambito del PNRR, il Centro di Competenza PNRR  supporta gratuitamente i Comuni per la candidatura e per la progettazione e gestione integrata degli interventi. L'Avviso pubblico è rivolto ai Comuni delle Aree Interne   (intermedi, periferici, ultraperiferici) come individuati nella mappatura 2021-2027 che possono presentare fino a 3 proposte progettuali. Il supporto viene fornito in particolare per:

-      redazione di Studi di fattibilità per le proposte di lavori

-      redazione della progettazione unica per servizi e forniture;

-      redazione e modello del DNSH;

-      Schemi per la forma associativa anche al fine di garantire il massimo contributo (NB. il contributo massimo viene erogato in base all'appartenenza alle seguenti fasce: fino a 3.000 abitanti: 300.000€; fino a 10.000 abitanti: 1.000.000€; fino a 30.000 abitanti: 2.000.000€; oltre 30.000 abitanti: 3.000.000€);

-      partenariato con altri soggetti proponenti (Enti del settore Sanitario; altri soggetti pubblici).

Per informazioni e supporto scrivere a fondipa@asmel.eu

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