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Newsletter - 17 luglio 2014

Rassegna stampa Asmel – Speciale Contratti e Appalti n.66 del  17/07/2014

Notiziario Asmel


 

ASMECOMM: CRESCONO GLI ADERENTI E SI ABBATTONO I COSTI

Sempre più vantaggi per gli aderenti alla Centrale di Committenza nazionale ASMECOMM.
Dopo il formale via libera dato dal Consiglio di Stato al “Paga-Mercato” con la possibilità di porre a carico dell’aggiudicatario i costi della procedura di gara (sentenza n. 3042 del 17/06/2014), ASMEL ha reso nota la rimodulazione del corrispettivo per i servizi di committenza sugli appalti di maggiore importo. La decisione è avvenuta a seguito della prima analisi annuale delle attività svolte prevista dall’art. 5 dell’Accordo Consortile. La Centrale, infatti, avendo natura pubblicistica, è caratterizzata dall’assenza di finalità lucrative, di conseguenza, il crescente numero di aderenti, allargando la “massa critica” ha reso possibile intervenire anche sui costi operativi. La novità più importante riguarda la riduzione del corrispettivo per gli appalti superiori ai 2 milioni di euro. La percentuale dell’1,5% sul valore di aggiudicazione, infatti, al di sopra di tale soglia viene ridotta al 0,75%. Per informazioni e adesioni scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 

Primo Piano


 

RIFORMA PA: FRENO ALL’INTESA GOVERNO–ANCI, È “GUERRA” DI EMENDAMENTI PER LE CENTRALI APPALTI
Non si placa l’incertezza per i Comuni in tema di centralizzazione degli appalti. Sebbene infatti si sia dato (forse eccessivo) clamore all’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Città per il rinvio dell’applicazione dell’obbligo della centralizzazione della committenza per tutti i Comuni non capoluogo, il cammino che porterà alla conversione del DL di Riforma della PA vede lo stesso ancora fermo in Commissione Affari costituzionali della Camera. Come già accaduto in sede di conversione del DL 66/2014, bisogna registrare come vi sia profonda divergenza tra quanto viene annunciato e quanto poi si traduce in emendamenti. Tra i quasi 2000 emendamenti posti al vaglio della Commissione risalta quello dell’On.le Guerra (emendamento 39.054) che pur paventando la necessità di una deroga per gli appalti sotto i 40.000 euro, conferma il blocco del CIG e limita il rinvio della norma, per tutti e per tutte le tipologie di appalto, non oltre il 1° gennaio 2015.

RIFORMA APPALTI: PRENDE IL VIA IL 21 LUGLIO
Il prossimo 21 luglio è fissata la data per l'esame da parte del Consiglio dei ministri della legge delega per la riforma del Codice Appalti (D.Lgs. n. 163/2006) e per il recepimento delle tre nuove direttive europee (n. 23, 24 e 25 del 2014 relative rispettivamente a concessioni di lavori e servizi, appalti nei settori ordinari e appalti nei settori speciali). Il vice-ministro Nencini sta infatti accelerando il più possibile per il rapido recepimento delle nuove Direttiva Europee.   Molte le novità che, partendo dalle Direttive, saranno recepite nel nuovo Codice. In materia di anticorruzione, ad esempio,  si avranno regole che varranno per tutti i lavori, comprese le grandi opere che attualmente vanno sempre in deroga. Verrà rivisto certamente il sistema di qualificazione delle imprese, oggi basato sulle Soa. Ma verranno soprattutto sanciti definitivamente alcuni principi quali la centralizzazione degli appalti, con il ricorso alle Centrali di committenza, e l’utilizzo della modalità telematica per lo svolgimento delle gare.

SOCCORSO ISTRUTTORIO PER  SANARE I CONTRASTI TRA LEX SPECIALIS E SCHEMA DI DOMANDA
CONSIGLIO DI STATO. Lo schema di gara è un mero strumento esemplificativo, utilizzato per facilitare la partecipazione alla gara, ma  non di certo da ritenere parte integrante della lex specialis, queste le conclusioni del giudice amministrativo nella pronuncia n. 3443/2014. E’ pertanto illegittima l’esclusione di un impresa che non ha reso una dichiarazione che, pur non essendo prevista dal bando e dal disciplinare di gara, era riportata solo nello schema di domanda allegata al bando. Pertanto, al sorgere di contrasti tra lo schema di domanda di partecipazione alla gara  e le disposizioni proprie della lex specialis, l’assenza di dichiarazioni non previste nel Bando non possono determinare ex se l’esclusione del concorrente, imponendo piuttosto alla Stazione Appaltante di esercitare il c.d. dovere di soccorso, in quanto l’eventuale errore in cui è incorso il concorrente per l’ utilizzo dello schema di gara, lungi dal comportare l’esclusione dalla gara, tutt’al più impone all’Amministrazione l’obbligo di chiedere l’integrazione della dichiarazione. Qui la sentenza del CdS nr. 3449/2014.

CANTONE: NO ALLA RELAZIONE DELL’AVCP AL PARLAMENTO
Prosegue l’opera di Raffaele Cantone di organizzazione della “nuova” Autorità Anticorruzione. Nel frattempo, però, era arrivata una scadenza importante che avrebbe visto il responsabile dell’Autorità per la vigilanza dei contratti pubblici (Avcp) dover svolgere l’annuale relazione davanti al Parlamento. Il Presidente Cantone, però, ha dato comunicazione al Presidente della Repubblica e al Presidente della Camera dei Deputati che non si svolgerà la presentazione pubblica della Relazione annuale al Parlamento, prevista per il giorno 22 luglio p.v., a seguito dell’entrata in vigore dell’art. 19 del decreto legge 24 giugno 2014 n. 90 che ha disposto la soppressione dell’Autorità per la vigilanza e il trasferimento dei compiti e delle funzioni all’Autorità nazionale anticorruzione. Qui l’avviso sul sito dell’AVCP/ANAC.

VERIFICA CONGRUITÀ DELL'OFFERTA: SOLO PER MACROSCOPICO ERRORE E IRRAGIONEVOLEZZA
CONSIGLIO DI STATO. Nella verifica della congruità dell’offerta, l’anomalia va riconosciuta solo se l’offerta stessa risulta essere macroscopicamente inficiata da erroneità ed irragionevolezza. Così si espresso il Consiglio di Stato, in adesione all’ormai consolidato orientamento in ordine al sindacato giurisdizionale sulla verifica di anomalie delle offerte, specificando che  «la sindacabilità dei giudizi dell’amministrazione in ordine alla congruità delle offerte è consentito esclusivamente nei casi di manifesta e macroscopica erroneità o irragionevolezza, in considerazione della discrezionalità che connota dette valutazioni, come tali riservate alla stazione appaltante cui compete il più ampio margine di apprezzamento».Sempre in coerenza con l’indirizzo maggioritario, l’Adunanza plenaria ha poi ribadito che «la valutazione di congruità deve essere globale e sintetica, e non concentrarsi esclusivamente e in modo "parcellizzato" sulle singole voci di prezzo, dal momento che l’obiettivo dell’indagine è accertare l’affidabilità dell’offerta nel suo complesso, e non delle sue singole componenti». Pertanto, in applicazione di questo secondo principio, è infondata qualsiasi censura con la quale si lamenti che i controlli non siano compiuti su tutte le voci di costo che compongono l’offerta. Qui la sentenza del CdS nr. 3459/2014.

CONTRATTI PA: OBBLIGATORIE FORMA SCRITTA E FIRME IN CALCE
GIUDICE ORDINARIO. Ogni contratto con la PA deve avere forma scritta. L'incarico professionale deve essere redatto in un apposito contratto ed essere manifestazione della volontà dell’organo cui è attribuita la legale rappresentanza. Il Tribunale di Campobasso, con Sentenza n.89/2014, ha ritenuto che ad integrare l’idonea forma scritta atta a rendere pienamente valido l'incarico, vi deve essere la sottoscrizione del professionista e del titolare dell’organo, nonché le determinazioni in ordine alla prestazione da rendere al compenso. La deliberazione di un ente pubblico non costituisce, quindi, una proposta contrattuale, ma rappresenta un mero atto interno, non vincolante, che non favorisce ex se la conoscenza del contenuto negoziale e i controlli dell'autorità tutoria.

TRASMISSIONE VARIANTI ALL’ANAC
Per ciascuna variante in corso d’opera le stazioni appaltanti devono inviare all'Autorità la relazione del responsabile del procedimento, il quadro comparativo di variante, l'atto di validazione e il provvedimento definitivo di approvazione, avendo cura di indicare il numero di CIG ove non riportato. Questo il contenuto del Comunicato del 16 luglio del Presidente dell'Anac – l'Autorità nazionale anticorruzione che ha soppiantato l'Avcp (Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici) soppressa con il decreto legge n. 90/2014.
Ricordiamo che l'articolo 37 del decreto PA (DL n. 90/2014, pubblicato sulla G.U. n.144 del 24 giugno e in vigore dal 25 giugno) dispone che “Le varianti in corso d'opera di cui al comma 1 lettere b), c) e d) dell'articolo 132 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 sono trasmesse, unitamente al progetto esecutivo, all'atto di validazione e ad apposita relazione del responsabile del procedimento, all'Autorità nazionale anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche entro trenta giorni dall'approvazione da parte della stazione appaltante per le valutazioni e gli eventuali provvedimenti di competenza”. .
La trasmissione dovrà riguardare le varianti approvate a decorrere dalla data di entrata in vigore del Decreto legge 24 giugno 2014 n. 90 e dovrà avvenire utilizzando – ove possibile – la posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., entro il termine di 30 giorni, previsto dalla norma, a decorrere dall’approvazione da parte della stazione appaltante. Qui il Comunicato

Osservatorio Contratti e Appalti


     

NELLA GARA TELEMATICA SPETTA AL CONCORRENTE VERIFICARE L’INTEGRITÀ DEL FILE
Con Sentenza n. 3329 del 2 luglio 2014 il Consiglio di Stato è intervenuto in merito alla contestazione fatta da una ditta concorrente per l’esclusione della stessa a seguito dell’illeggibilità del file caricato in piattaforma. Dopo avere chiarito che «la gestione totalmente informatizzata dei flussi di notizie e di atti tra le imprese partecipanti e la stazione appaltante risponde a ragioni evidenti ed in sé non discriminatorie di semplificazione e di più agevole comodità per le imprese stesse» e che tale «accesso risponde anche ad un'esigenza semplificativa e di certezza della procedura, avente una funzione di legalità oggettiva e che, come tale, trascende la posizione di tutti e di ciascun operatore» ha precisato che «la gestione interamente informatizzata della procedura di gara ben può implicare l'esclusione dalla gara della domanda che risulti illeggibile per un guasto non dei comandi di trasmissione, ma dell'originazione del relativo file.» In altri termini la procedura telematica non comporta un illegittimo aggravamento della procedura di gara rispondendo invece «ad un particolare interesse pubblico generale (e non solo della P.A. appaltante) di certezza, speditezza e trasparenza ed è posta a garanzia altresì della par condicio dei concorrenti (cfr. Cons. St., V, 5 agosto 2011 n. 4713; id., 10 gennaio 2013 n. 89).» La diligenza della Stazione Appaltante è garantita dall’uso di strumentazioni rispondenti ai normali parametri di accessibilità informatica, restando in capo alle ditte concorrenti l’onere di aggiornare il proprio modus operandi per la partecipazione alle gare. L’esperienza della Centrale di Committenza Asmel Consortile scarl ha registrato centinaia di procedure sviluppate sulla piattaforma ASMECOMM, di cui il 35% gestite in modalità interamente telematica senza che ciò abbia comportato una diminuzione della partecipazione o una limitazione della concorrenza. Viceversa la condivisione della piattaforma ASMECOMM ha consentito anche ai Comuni di avvalersi di strumenti innovativi in grado di garantire la trasparenza, la celerità e l’efficienza amministrativa, sviluppando anche tra gli operatori economici percorsi virtuosi di aggiornamento e innovazione.  

Notizie Flash


     

AMMINISTRAZIONI PIU’ SNELLE CON LA RIFORMA PA
Il ddl contenente la delega al Governo per la riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, approvato il 10 luglio in Consiglio dei Ministri ha come obiettivo quello di semplificare le procedure per l’avvio delle attività riducendo i passaggi burocratici. Renzi parla di “Rivoluzione Copernicana” nella misura in cui la  Pubblica Amministrazione avrà il dovere di mettere online tutti i certificati, che potranno quindi essere scaricati, con un notevole risparmio in termini di tempo e di costi gravanti sulle attività. La delega prevede anche che le amministrazioni si adeguino al principio di unicità dei punti di contatto con i cittadini e le imprese. Inoltre, un’ulteriore novità, illustrata dal Ministro per la Semplificazione e PA, Maria Anna Madia, consiste nel potere sostitutivo del Governo nei confronti delle Amministrazioni in caso di inerzia nel rilascio dei pareri. Il silenzio verrà considerato assenso dopo trenta giorni. In caso di discordanza di pareri tra le amministrazioni, a decidere sarà la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Qui il ddl.

NUOVI FONDI PER ECO-SOSTENIBILITÀ DEGLI EDIFICI COMUNALI
Ministero Sviluppo Economico. Dal 21 luglio 2014 potranno essere presentate dai Comuni le domande relative Avviso pubblico CSE  - “Comuni per la Sostenibilità e l’Efficienza Energetica” per interventi di efficientamento energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili sugli edifici comunali in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. A disposizione degli enti ci sono 15 milioni di euro, prevedendo un contributo a fondo perduto fino al 100% del costo ammissibile per la realizzazione di impianti fotovoltaici, solari termici, di minicogenerazione, pompe di calore per la climatizzazione e servizi connessi, beni per l’efficienza energetica. La trasmissione di istanze, comunicazioni e documenti dalle Amministrazioni comunali al Ministero, e viceversa, sarà effettuata esclusivamente attraverso la piattaforma informatica che sarà attiva dal 21 luglio 2014. Tutte le richieste dovranno essere sottoscritte con firma digitale, inoltre l’ordine di valutazione delle istanze sarà cronologico, secondo la data e l’ora di presentazione registrate dalla piattaforma. Qui le Modalità di trasmissione di istanze, comunicazioni e documenti tra le Amministrazioni comunali e il MiSE

DEBITI PA: CON LA GARANZIA DELLO STATO I FORNITORI CEDONO ALLE BANCHE I LORO CREDITI
I professionisti e le imprese che vantano crediti nei confronti della Pubblica Amministrazione potranno cederli alle banche e vedersi pagare subito le somme dovute, decurtate di una percentuale che può arrivare al massimo all’ 1,90% o all’1,60% per gli importi eccedenti i 50 mila euro. La novità è arrivata nei giorni scorsi con il decreto attuativo del Ministro dell’economia e delle finanze, già firmato da Pier Carlo Padoan, registrato dalla Corte dei Conti e in via di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Qui il comunicato stampa del MEF nr. 168 del 7/7/2014.

RIDUZIONE DEL CANONE DEL 15% PER GLI IMMOBILI A USO ISTITUZIONALE
Anticipato al 1° Luglio l’obbligo di riduzione del 15% del canone dovuto per la locazione di immobili istituzionali con estensione a tutte le pubbliche amministrazione, è quanto ha stabilito il Dl 66/2014 all’art. 24 comma 4 (con 2 modifiche all’art.3 del Dl 95/2012). Tale riduzione si applica anche agli utilizzi in essere in assenza di titolo, e che il rinnovo del rapporto di locazione è consentito solo in presenza di due condizioni: disponibilità delle risorse finanziarie utile al pagamento del canone (e relativi costi); permanenza delle amministrazioni locatarie della necessità di locazione. Pertanto regioni, province e comuni alla scadenza di un contratto di locazione devono verificare non solo la possibilità economica di locare ma anche, contemporaneamente, la presenza dell’esigenza di locazione.

LA REGIONE CAMPANIA PUNTA A RIQUALIFICARE IL SISTEMA SCOLASTICO
Uno stanziamento di 827 milioni e 300 mila euro per la riqualificazione del sistema scolastico è stato approvato nei giorni scorsi dalla Giunta della Regione Campania. Le risorse distribuite in due trance (325 milioni di euro del POR FESR Campania 2007/2013 a valere sull’Obiettivo Operativo 6.3 “Città solidali e scuole aperte” e 102 milioni di euro di risorse POR FESR per l’adeguamento statico degli edifici scolastici di proprietà dei comuni della Campania) hanno lo scopo di avviare percorsi di potenziamento e riqualificazione del sistema delle infrastrutture scolastiche. Gli interventi interessano un bacino d’utenza scolastica di circa 800.000 tra alunni delle elementari e medie e studenti delle superiori, per un totale di 1000 scuole. Tra L’Autorità di Gestione del POR FESR Campania e il Ministero Istruzione Università e Ricerca scientifica (MIUR)  si sono sottoscritti due protocolli d’intesa. Il primo con l’obiettivo di migliorare la sostenibilità ambientale e l’innovazione delle strutture scolastiche, al fine di valorizzare l’offerta formativa delle scuole della Campania, stanziando 250 milioni di euro(al momento erogati 42,5 milioni); per quanto riguarda invece i 102 milioni di euro per l’adeguamento statico delle scuole, su 54 progetti presentati, sono stati ammessi al momento a finanziamento il 38,8% per un totale di circa 41 milioni di euro. Qui l’avviso sul sito della regione Campania.

AL VIA #ITALIASICURA, LA TASK FORCE DEL GOVERNO CONTRO IL DISSESTO IDROGEOLOGICO
È stata presentata #italiasicura, la struttura di missione del Governo contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche. La task force si occuperà di 3.395 cantieri anti-alluvioni e anti-frane, di 183 opere per la depurazione degli scarichi urbani e del disinquinamento di fiumi e laghi, per una spesa prevista di circa 4 miliardi di euro in tutte le Regioni. L’81,9% dei Comuni (6.633) - ricorda il Governo - hanno aree in dissesto idrogeologico. È pari a 3,5 miliardi l’anno il costo pagato dallo Stato dal 1945 ad oggi per danni e risarcimenti da frane e alluvioni. Il Governo ha affidato alla Struttura di missione misure straordinarie e il compito di fare regia e coordinare tutte le strutture dello Stato (Ministeri, Protezione civile, Regioni, Enti locali, Consorzi di bonifica, Provveditorati alle opere pubbliche, Genio Civile ed enti e soggetti locali), per trasformare in cantieri oltre 2,4 miliardi di euro non spesi dal 1998 per ridurre stati di emergenza territoriali. Qui il documento #italiasicura

CAMPER E ROULOTTE: NORME EDIZLIE PIÙ SNELLE PER I VACANZIERI
Non è più necessario il titolo abilitativo edilizio per camper e roulotte, anche quando sono fissati al terreno, sia pure per un arco temporale limitato. Torna, quindi, la liberalizzazione di case mobili e dei caravan collocati all’interno di strutture ricettive all’aperto, dopo che con il DL 69/2013 questi interventi di nuova costruzione erano stati annoverati tra i manufatti e strutture leggere non rientranti nell’ambito dell’attività edilizia libera «ancorché siano installati con temporaneo ancoraggio al suolo». La previsione è stata oggetto di una piccola ma significativa modifica con il decreto casa (art. 10-ter, DL 47/2014 convertito con Legge 80/2014, che ha sostituito il termine «ancorchè» con la locuzione «e salvo che». Tuttavia, come più volte ripreso dalla giurisprudenza, l’ancoraggio della struttura può essere soltanto temporaneo e non stagionale, per cui non può avere carattere ciclico, poiché diversamente l’installazione del manufatto finirebbe per diventare permamente, e rientrare nei casi del reato di lottizzazione abusiva. Qui la legge 80/2014.

NO INDENNITÀ AGGIUNTIVA AL SEGRETARIO SE FA ANCHE DA DIRETTORE GENERALE
CORTE DEI CONTI. Con Sentenza n. 122 del 26 giugno 2014 è stato stabilito che per svolgere funzioni di Direttore generale non occorre una nomina specifica, né oneri economici aggiuntivi, in quanto il compenso del Segretario comunale è già comprensivo delle funzioni attribuibili per legge e per previsione statuaria del Comune. Il giudice si è espresso sulla denuncia di un gruppo consiliare di minoranza di un paese di circa 4000 abitanti, per l’ingiustificato esercizio, da parte del Sindaco e del Segretario comunale, della facoltà prevista dall’art. 108, D.lgs. n.267/2000, che consente, nei Comuni con numero di abitati inferiore a 15.000, di attribuire al Segretario comunale la funzione di Direttore Generale, con riconoscimento della relativa indennità. La Corte dei conti ha ritenuto, pertanto, gravemente colposo il comportamento dei convenuti, in quanto irragionevole ed inutile, con conseguente danno erariale all’Ente locale. Tale provvedimento è in contrasto con i principi di prudenza e buona amministrazione, tenuto conto del compenso assolutamente spropositato in considerazione delle oggettive ridottissime dimensioni geografiche ed organizzative dell’Ente. Qui la Sentenza nr. 122/2014

PASTO LIBERO PER GLI ANIMALI RANDAGI E I COLOMBI: IL SINDACO NON PUÒ VIETARLO
TAR. E’ illegittima l’ordinanza sindacale che ha prescritto il divieto assoluto di distribuire e somministrare avanzi alimentari o mangime specifico ai cani e ai gatti randagi su tutto il territorio comunale. Così si è espresso il Tribunale amministrativo regionale di Lecce, nella sentenza 1736/2014, ritenendo che nessuna norma prevede un divieto di alimentare gli animali randagi nei luoghi in cui essi trovano rifugio. In particolare, il divieto del Sindaco rivolto alla popolazione locale di offrire alimenti agli animali randagi appare in contrasto sia con la legge regionale pugliese 3 aprile 1995, n. 12 ("La Regione Puglia, al fine di realizzare sul proprio territorio un corretto rapporto uomo – animale – ambiente … promuove, disciplina e coordina la tutela degli animali di affezione, persegue gli atti di crudeltà e i maltrattamenti nei loro confronti nonché il loro abbandono", e agli articoli seguenti stabilisce che l’unico intervento ammesso per la prevenzione dal randagismo è la profilassi attraverso atti di controllo delle nascite, precisando altresì, all’art. 10, che "La Regione promuove la tutela dei gatti che vivono in stato di libertà. E' vietato maltrattarli e spostarli dal loro habitat."), sia con la legge quadro nazionale n. 281/91, posta a prevenire il fenomeno del randagismo e a favorire la  tutela degli animali d’affezione. Qui la Sentenza nr. 1736/2014

2 MILIARDI PER PAGARE I DEBITI DELLE PARTECIPATE DEGLI ENTI LOCALI
MEF. Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, e quindi finalmente in vigore, il decreto che concede l’anticipazione di liquidità a favore degli enti locali per il pagamento dei debiti nei confronti delle proprie partecipate di cui all'articolo 31, comma 3 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66. Le risorse, che ammontano a 2 miliardi di euro, sono finalizzate per il pagamento dei debiti relativi a: a) debiti certi, liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre 2013;b) debiti per i quali sia stata emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro il predetto termine; c) debiti fuori bilancio che presentavano i requisiti per il riconoscimento alla data del 31 dicembre 2013, anche se riconosciuti in bilancio in data successiva, ivi inclusi quelli contenuti nel piano di riequilibrio finanziario pluriennale, di cui all'art. 243-bis del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, approvato con delibera della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti. Qui il decreto del MEF del 23 giugno 2014.ui di Qui di segui

CONFLITTO DI INTERESSI: L’AMMINISTRATORE DEVE ASTENERSI DALLA VOTAZIONE
TAR PUGLIA: E’ illegittima la delibera con la quale un Consiglio comunale ha approvato il regolamento per l’esercizio di autorimesse, parcheggi di automezzi e autoveicoli nel territorio comunale, nel caso in cui alla votazione abbia preso parte un Assessore che allo stesso tempo è rappresentante legale di una società operante nel medesimo settore e sia titolare di una pregressa autorizzazione per l’apertura di un campeggio nella periferia del medesimo Comune. Il Tribunale amministrativo, nel motivare detta pronuncia, ha richiamato il violato art. 78 del D.Lgs. n. 267 del 2000 e la violazione dell’obbligo di astensione gravante sugli amministratori. Infatti, si tratta di attività concorrenziale con la conseguente correlazione tra l’oggetto della discussione e l’attività gestita dalla società di cui l’Assessore è legale rappresentante.  Si rileva, per tale ragione, una situazione di conflitto in grado di influenzare la valutazione dell’interesse pubblico connesso alle scelte dell’Amministrazione comunale. Qui la sentenza del TAR Puglia nr. 850/2014