«La nuova sfida è guardare al pilota più che alla macchina, alle persone più che alle norme. Il Codice ha dimostrato di funzionare: ora bisogna investire sulla formazione, sul capitale umano e sulla qualificazione delle stazioni appaltanti. È un percorso che ASMEL sta portando avanti, i Comuni devono potersi affidare a chi questo lavoro lo sa fare».
È questo il messaggio lanciato dal Presidente della I Sezione del Consiglio di Stato Luigi Carbone intervenuto al Forum delle Autonomie 2026, dove ha tracciato un bilancio dei primi anni di attuazione del Codice dei contratti pubblici e le prospettive future.
Secondo Carbone, il Codice ha introdotto un cambio di paradigma fondato sui principi del risultato, della fiducia e dell'equilibrio contrattuale, rendendo più rapide ed efficaci le procedure di affidamento. Un'impostazione che, trova conferma nell'evoluzione della giurisprudenza e nei risultati registrati dal mercato degli appalti, e ha attirato l'attenzione delle istituzioni europee impegnate nella revisione delle direttive comunitarie e che dal Codice traggono ispirazione.
La vera sfida dei prossimi anni, tuttavia sottolinea Carbone, riguarda la capacità amministrativa delle stazioni appaltanti. Per questo assumono un ruolo sempre più centrale i modelli aggregati e le reti di supporto che consentono agli Enti di accedere a competenze specialistiche, formazione continua e strumenti operativi qualificati.
In questa direzione si colloca l'esperienza della Rete di committenza qualificata ASMEL, che affianca gli Enti nella gestione delle procedure di gara e nei percorsi di qualificazione e professionalizzazione, contribuendo a rafforzare l'autonomia amministrativa e la capacità di realizzare gli investimenti pubblici.