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Convenzione e Accordi Quadro

Abolita la pubblicità "cartacea" dei bandi di gara?
Giro di vite in arrivo per l'obbligo di pubblicazione dei bandi sui giornali. A far sentire la sua voce, il Sottosegretario all'Editoria Senatore Vito Crimi che in un'intervista pubblicata dal quotidiano La Verità, dichiara di voler abolire l'obbligo di pubblicazione degli avvisi sui quotidiani. «Ad oggi - spiega il sottosegretario - infatti subito dopo l'aggiudicazione l'impresa deve rimborsare le spese di pubblicazione alla Pubblica amministrazione. Un vero e proprio balzello per le aziende che vogliono lavorare con quest'ultima».
Come è noto, l'Unione Europea ha da tempo affermato come "l'ampia disponibilità e la facilità di utilizzazione di Internet rendono gli avvisi pubblicitari sui siti molto più accessibili, in particolare per le imprese di altri Stati membri e le PMI interessate ad appalti di importo limitato". L'art. 32 della legge 69/2009 aveva a suo tempo promosso il progressivo superamento della pubblicazione in forma cartacea, disponendo per le amministrazioni e gli enti pubblici, la pubblicazione su siti informatici dei provvedimenti concernenti procedure ad evidenza pubblica o i propri bilanci. Soprattutto, a tenore del comma 5 dello stesso articolo, si era previsto che: "A decorrere dal 1° gennaio 2011 e, nei casi di cui al comma 2, dal 1° gennaio 2013, le pubblicazioni effettuate in forma cartacea non hanno effetto di pubblicità legale, ferma restando la possibilità per le amministrazioni e gli enti pubblici, in via integrativa, di effettuare la pubblicità sui quotidiani a scopo di maggiore diffusione, nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio". La legge delega n. 11/2016 aveva ancora contemplato all'art. 1, lett. s), tra i criteri direttivi, la "revisione della disciplina in materia di pubblicità degli avvisi e dei bandi di gara, in modo da fare ricorso a strumenti di pubblicità di tipo informatico". È., invece, proprio il nuovo Codice degli appalti all'art. 73, comma 4, che rimette in discussione il percorso normativo verso la definitiva soppressione della pubblicità cartacea, disponendo che il decreto ministeriale, nel definire gli indirizzi generali di pubblicazione al fine di garantire la certezza della data di pubblicazione e adeguati livelli di trasparenza e di conoscibilità, potesse anche prevedere "l'utilizzo della stampa quotidiana maggiormente diffusa nell'area interessata". Il quadro poi si aggrava ulteriormente con l'art. 4 del decreto MIT del 2 dicembre 2016 attuativo del richiamato articolo, dove l'obbligo di pubblicazione sui quotidiani viene addirittura ampliato rispetto al regime previgente e ricollegato alla proclamata finalità "di garantire adeguati livelli di trasparenza e di conoscibilità delle procedure di gara e di favorire la concorrenza attraverso la più ampia partecipazione delle imprese interessate, anche nelle realtà territoriali locali".
Un'inversione di tendenza che rappresenta un evidente "aiutino" alla carta stampata in crisi.  Basti considerare che ormai solo attraverso Internet tutti gli operatori interessati, comprese le pmi e le ditte straniere, possono essere informati facilmente e in tempo reale su tutti bandi pubblici. L'alternativa per gli operatori economici è quella di comprare, tutti i giorni, tutti i giornali e sfogliarli tutti per rintracciare eventuali notizie sugli appalti di proprio interesse racchiuse in riquadri sempre più minuscoli che rinviano per un'informazione completa ai siti internet.
Ormai tra le due alternative non c'è partita. Solo in un Paese dominato dal bigottismo normativo si può far finta di ignorare che oggi con pochi spiccioli ci si registra a newsletter specializzate che avvertono in tempo reale e in forma integrale sui bandi appena pubblicati sulla base dell'interesse indicato dagli abbonati.
Se aiutino deve esserci tanto vale superare ogni ipocrisia ed imporre a carico degli aggiudicatari una tassa per il sostegno alla carta stampata in crisi.
Il valore dell'aiutino potrebbe essere calibrato sulle somme incassate dai giornali negli anni precedenti, e ridotto gradatamente negli anni successivi.
Anche questa è semplificazione e riduzione di tempi e adempimenti inutili.

Abolita la pubblicità "cartacea" dei bandi di gara?
Giro di vite in arrivo per l'obbligo di pubblicazione dei bandi sui giornali. A far sentire la sua voce, il Sottosegretario all'Editoria Senatore Vito Crimi che in un'intervista pubblicata dal quotidiano La Verità, dichiara di voler abolire l'obbligo di pubblicazione degli avvisi sui quotidiani. «Ad oggi - spiega il sottosegretario - infatti subito dopo l'aggiudicazione l'impresa deve rimborsare le spese di pubblicazione alla Pubblica amministrazione. Un vero e proprio balzello per le aziende che vogliono lavorare con quest'ultima».
Come è noto, l'Unione Europea ha da tempo affermato come "l'ampia disponibilità e la facilità di utilizzazione di Internet rendono gli avvisi pubblicitari sui siti molto più accessibili, in particolare per le imprese di altri Stati membri e le PMI interessate ad appalti di importo limitato". L'art. 32 della legge 69/2009 aveva a suo tempo promosso il progressivo superamento della pubblicazione in forma cartacea, disponendo per le amministrazioni e gli enti pubblici, la pubblicazione su siti informatici dei provvedimenti concernenti procedure ad evidenza pubblica o i propri bilanci. Soprattutto, a tenore del comma 5 dello stesso articolo, si era previsto che: "A decorrere dal 1° gennaio 2011 e, nei casi di cui al comma 2, dal 1° gennaio 2013, le pubblicazioni effettuate in forma cartacea non hanno effetto di pubblicità legale, ferma restando la possibilità per le amministrazioni e gli enti pubblici, in via integrativa, di effettuare la pubblicità sui quotidiani a scopo di maggiore diffusione, nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio". La legge delega n. 11/2016 aveva ancora contemplato all'art. 1, lett. s), tra i criteri direttivi, la "revisione della disciplina in materia di pubblicità degli avvisi e dei bandi di gara, in modo da fare ricorso a strumenti di pubblicità di tipo informatico". È., invece, proprio il nuovo Codice degli appalti all'art. 73, comma 4, che rimette in discussione il percorso normativo verso la definitiva soppressione della pubblicità cartacea, disponendo che il decreto ministeriale, nel definire gli indirizzi generali di pubblicazione al fine di garantire la certezza della data di pubblicazione e adeguati livelli di trasparenza e di conoscibilità, potesse anche prevedere "l'utilizzo della stampa quotidiana maggiormente diffusa nell'area interessata". Il quadro poi si aggrava ulteriormente con l'art. 4 del decreto MIT del 2 dicembre 2016 attuativo del richiamato articolo, dove l'obbligo di pubblicazione sui quotidiani viene addirittura ampliato rispetto al regime previgente e ricollegato alla proclamata finalità "di garantire adeguati livelli di trasparenza e di conoscibilità delle procedure di gara e di favorire la concorrenza attraverso la più ampia partecipazione delle imprese interessate, anche nelle realtà territoriali locali".
Un'inversione di tendenza che rappresenta un evidente "aiutino" alla carta stampata in crisi.  Basti considerare che ormai solo attraverso Internet tutti gli operatori interessati, comprese le pmi e le ditte straniere, possono essere informati facilmente e in tempo reale su tutti bandi pubblici. L'alternativa per gli operatori economici è quella di comprare, tutti i giorni, tutti i giornali e sfogliarli tutti per rintracciare eventuali notizie sugli appalti di proprio interesse racchiuse in riquadri sempre più minuscoli che rinviano per un'informazione completa ai siti internet.
Ormai tra le due alternative non c'è partita. Solo in un Paese dominato dal bigottismo normativo si può far finta di ignorare che oggi con pochi spiccioli ci si registra a newsletter specializzate che avvertono in tempo reale e in forma integrale sui bandi appena pubblicati sulla base dell'interesse indicato dagli abbonati.
Se aiutino deve esserci tanto vale superare ogni ipocrisia ed imporre a carico degli aggiudicatari una tassa per il sostegno alla carta stampata in crisi.
Il valore dell'aiutino potrebbe essere calibrato sulle somme incassate dai giornali negli anni precedenti, e ridotto gradatamente negli anni successivi.
Anche questa è semplificazione e riduzione di tempi e adempimenti inutili.

CORSO GRATUITO PROJECT MANAGEMENT PER RUP CON CERTIFICAZIONE DI TERZA PARTE/ACCREDIA (LINEE GUIDA ANAC 3/2017)
Il percorso formativo gratuito Project Management per RUP a norma UNI 11648:2016 comprende il Corso di 40 ore online (28 di lezioni online e 12 di esercitazioni ed esame finale) e l’iscrizione nel Registro di Organismo di Certificazione riconosciuto ACCREDIA (Unico Ente Italiano di Accreditamento). Come noto, le nuove linee guida Anac n. 3 sul RUP rafforzano quanto previsto dal comma 9 dell'articolo 31 del Codice, definendo l’obbligo di «adeguata formazione in materia di project management nel rispetto delle norme e degli standard nazionali e internazionali. Di qui la scelta di ASMEL di sviluppare percorsi formativi gratuiti con certificazione di terza parte rilasciata da Organismi accreditati da ACCREDIA per la conformità agli standard nazionali e internazionali di project management. Il riferimento è, infatti, la Norma UNI 11648:2016, di recente approvazione, che definisce i requisiti relativi all’attività professionale del Project manager, in conformità con la UNI ISO 21500. Per i RUP dei Comuni soci ASMEL, il Corso rappresenta l’opportunità di acquisire idoneo titolo che ne valorizzi l’esperienza maturata sul campo e ne certifichi la specializzazione. Allo scopo di garantire la qualità delle attività di formazione anche per questa edizione, le iscrizioni al Corso sono a numero programmato e la priorità è determinata dalla data di iscrizione. Per info scrivere alla casella mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
>>Qui il sito RupManager
>> 
Qui la scheda di pre-iscrizione

 

INNOVAZIONE NEGLI APPALTI E CENTRALIZZAZIONE SUSSIDIARIA 5 ANNI DI OBIETTIVI COMUNI

Il  29 gennaio a Napoli  si è svolto il Convegno Asmel INNOVAZIONE NEGLI APPALTI E CENTRALIZZAZIONE SUSSIDIARIA: 5 ANNI DI OBIETTIVI COMUNI. 
Nell’occasione sono state  illustrati i risultati raggiunti dalla Centrale di Committenza Asmel Consortile nel quinto anniversario della sua costituzione. Prima e unica Centrale di committenza a ottenere la certificazione ISO37001, lo Standard internazionale che attesta il rispetto della normativa anticorruzione. Nel corso dei 5 anni di ininterrotta attività ha maturato un transato di 1,4 miliardi di euro, con un ritmo di crescita esponenziale. Nel dicembre scorso, il transato ha superato i 52 milioni di euro, superando in un sol mese la quota annua indicata nel DPCM 11 novembre 2014 come livello minimo per svolgere il ruolo di Soggetto aggregatore. Il tasso di soccombenza avanti al TAR non supera lo 0,7% annuo, a fronte di un tasso medio del 5%. Ciò le ha consentito di assicurare ai Soci anche il patrocinio gratuito, sollevandoli da tutti gli orpelli derivanti dalle procedure per la scelta del legale di fiducia. Utilizza, per tutte le tipologie di gare, piattaforme telematiche che assicurano risparmi, efficienza e semplificazione oltre a garantire tracciabilità e trasparenza, molto meglio di mille norme anticorruttive.Nel corso dell convegno è stato illustrato il programma ASMEL di formazione e aggiornamento 2018 gratuito, con il percorso formativo Project Management per RUP con Certificazione di terza parte/ACCREDIA (linee Guida Anac 3/2017) che comprende Corso di 40 ore online e iscrizione nel Registro di Organismo di Certificazione nonché con i Corsi di aggiornamento attivati dalla Scuola Master del Politecnico di Milano con la possibilità di ottenere  CFP (crediti formativi professionali) a architetti e ingegneri iscritti agli albi professionali e la Seconda Edizione del Master PMPA in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Parthenope.

 >> Rassegna stampa parziale

 >> Servizio TG1 - Le nuove tecnologie contro gli sprechi e la corruzione negli appalti pubblici.

 >> Qui il Programma del Convegno e la Prenotazione

 

 

TOUR APPALTI 2018 - PROSSIMI INCONTRI PROGRAMMATI
Da gennaio tappe in Abruzzo, Puglia, Lombardia, Toscana, Sardegna, Piemonte, Liguria, Basilicata, Campania, Lazio, Veneto, Calabria, Sicilia; 2251 Comuni coinvolti, oltre 5600 partecipanti tra funzionari, segretari comunali, amministratori e dipendenti pubblici. Sono questi i dati straordinari del TOUR APPALTI 2017, l’iniziativa promossa da ASMEL, che si chiude con la tappa di Catania il 18 dicembre e che riprende a gennaio 2018 con Caserta e Montenero di Bisaccia (CB). Attraverso il percorso formativo gratuito rivolto a tutti i Comuni italiani si garantisce un aggiornamento continuo sui contratti pubblici, offrendo indirizzi operativi per l’attuazione del nuovo Codice alla luce anche del Decreto Correttivo n. 56/2017 e delle Linee Guida ANAC. Un percorso orientato anche all’analisi delle prassi virtuose come quella della rete associativa Asmel -2.200 enti locali associati in Italia- in grado di operare in chiave sussidiaria e in linea con gli standard di efficienza e trasparenza richiesti dal Codice attraverso la centrale di committenza in house Asmel Consortile S.c.a r.l., prima in Italia per adesioni e per transato. Per informazioni e per candidarsi ad ospitare un evento del Tour Appalti 2018 nella propria città che coinvolga anche gli altri Comuni della propria provincia o regione, scrivere alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Di seguito i prossimi incontri in programma.
>> Oleggio 20 febbraio 2018 -> Qui Locandina e Prenotazione
>> Montenero di Bisaccia 26 febbraio 2018 -> Qui Locandina e Prenotazione 

>> Caserta 9 marzo 2018 -> Qui Locandina e Prenotazione