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ASMECOMM - Sistema di Committenza Pubblico

Articoli

Rassegna stampa Asmel – Speciale Contratti e Appalti n.32  del  22/10/2013

Notiziario Asmel


 

A NAPOLI IL PRIMO SEMINARIO GRATUITO SULLA RISCOSSIONE DEI TRIBUTI PER IL DOPO EQUITALIA
Si è svolto stamattina a Napoli il primo di una lunga serie di appuntamenti per discutere dell’articolo 53 della legge n. 93/2013 che prevede che il 31 dicembre 2013 cessi inderogabilmente la gestione delle attività di riscossione da parte di Equitalia. La grande partecipazione a questo primo seminario dà il segno del forte interesse per il tema trattato e Asmel si propone di fornire le istruzioni operative e i rimedi per l’accertamento e la riscossione, spontanea e coattiva, dei tributi comunali. All’incontro, hanno preso parte sindaci, responsabili degli uffici tributi e segretari generali, che hanno potuto approfondire, grazie all’intervento dell’esperto e collaboratore de “Il Sole 24 Ore” Alberto Barbiero, le novità su IMU e TRISE della legge di stabilità 2014 e le prospettive per la riscossione delle entrate comunali a fronte del recupero della delega fiscale da parte del Governo.I prossimi appuntamenti in agenda sono il 5 novembre a Lamezia Terme, il 13 novembre a Limido Comasco (in provincia di Como), a cui seguiranno quelli di Arquà Polesine (in provincia di Rovigo) e Tivoli (RM). Tra i relatori, oltre allo stesso Alberto Barbiero, Sergio Trovato, collaboratore di Italia Oggi. Programmi e  inviti gratuiti sul sito www.asmel.eu.  

Osservatorio Appalti e Contratti


 

DICHIARAZIONE UNICA PER I REQUISITI SOGGETTIVI: AMMISSIBILE PURCHÉ I SOGGETTI SIANO INDICATI
“In materia di gare pubbliche d’appalto, la dichiarazione in ordine all’insussistenza delle cause di esclusione di cui all’art. 38 del d.lgs. n. 163 del 2006 può essere resa da un unico legale rappresentante dell’impresa concorrente con riferimento espresso anche agli altri soggetti nei cui confronti il requisito va comprovato.” Il TAR LAZIO - ROMA, SEZ. II TER con la sentenza del 28 ottobre 2013 n. 9185, conferma l’orientamento già espresso dal Consiglio di Stato, da ultimo Cons. Stato (Cons. Stato, III, 1° luglio 2013, n. 3544), con cui si è ammessa la possibilità per le ditte concorrenti di attribuire ad un unico soggetto l’onere di dichiarare l’insussistenza dei requisiti di esclusione ex art. 38,  sia rispetto ad altri soggetti facenti parti dell’impresa e tenuti alla dichiarazione, sia, nel caso di R.T.I., rispetto ai requisiti posseduti dalle mandatarie. L’unico onere richiesto è “l’indicazione analitica e nominativa dei predetti altri soggetti non solo per consentire alla stazione appaltante di compiere le necessarie verifiche, ma anche per l’assunzione di responsabilità del dichiarante per il caso di non veridicità di quanto attestato”. Ne consegue che,  soltanto in presenza di una dichiarazione generica, la dichiarazione è da considerarsi come “non prodotta”. Di qui l’importanza della modulistica messa a disposizione in sede di gara dalla Stazione Appaltante: numerosi i casi di procedure indette dagli Enti attraverso il portale ASMECOMM della Centrale di Committenza “Asmel Consortile S.C. a r.l.” in cui, proprio grazie ai modelli così predisposti, in virtù di specifiche indicazioni della Lex Specialis, è stato possibile per le ditte concorrenti produrre le dichiarazioni con un unico dichiarante. La dichiarazione unica permette,  inoltre, in caso di presentazione delle offerte in modalità telematica, di semplificare le modalità di apposizione sui documenti delle firme digitali: in luogo di singole dichiarazioni firmate digitalmente da ciascun dichiarante, la lex specialis potrà prevedere che le dichiarazioni ex art 38 siano fatte da un unico soggetto, con un’unica firma digitale, rispondendo all’esigenza di semplificazione richiesta dalle ditte concorrenti.

Primo Piano


 

AVCP: GIUSTA L'ESCLUSIONE IN ASSENZA DELLA DICHIARAZIONE DEI SOCI
L'Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture interviene in merito alle autodichiarazioni rese dai concorrenti sul possesso dei requisiti generali con il parere di precontenzioso n. 95 del 5 giugno 2013. Una società è stata esclusa dalla gara per aver omesso di allegare la dichiarazione del socio unico sul possesso dei requisiti di cui all'art. 38, comma 1, lett. b) e c), del Codice dei contratti, omissione determinata dal fatto che tale soggetto non era munito di particolari poteri nella compagine societaria. Legittima è stata l'esclusione poiché, dal 2011, è normativamente preclusa la partecipazione alle procedure di affidamento e la stipulazione dei relativi contratti di appalto anche alle imprese che non dichiarano o non siano in possesso dei requisiti generali relativi ai soggetti che rivestono la qualità di socio nell'ambito di una società di capitali.

ITACA: APPALTI, IL COSTO DEL PERSONALE NON PUÒ ESSERE SOGGETTO A RIBASSO
Le spese per il personale non devono influenzare la determinazione del prezzo nelle gare d’appalto, soprattutto quando le gare sono aggiudicate con il criterio del massimo ribasso. Lo afferma Itaca, Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale, che ha commentato le novità introdotte dalla Legge del Fare nel Codice Appalti con il suo primo contributo operativo sull’argomento.

DALL’ANTITRUST UN VADEMECUM ANTI CARTELLO
L'Antitrust ha individuato e sintetizzato le pratiche più diffuse per aggirare la concorrenza e conquistare in modo "fraudolento" contratti pubblici. Per aiutare le stazioni appaltanti a riconoscere i segnali di possibili accordi anticoncorrenziali da parte dei partecipanti a una gara d'appalto, l'Antitrust ha stilato un vademecum di cinque situazioni tipiche anche perché si evidenziano «forme particolarmente offensive di infrazione delle regole della concorrenza, in primo luogo, per la loro rilevanza economica, in quanto gli appalti pubblici rappresentano una quota assai significativa del prodotto nazionale. In secondo luogo, comportando una lievitazione dei costi per lavori o forniture, essi costituiscono un danno diretto per l'intera collettività». 

COMUNICAZIONI ALL’AVCP ANCHE PER I CONTRATTI PARI A 40.000€
L’Autorità per la Vigilanza dei Contratti Pubblici ha rettificato con un comunicato del Presidente il 22 ottobre scorso il precedente comunicato dello scorso 29 aprile circa la trasmissione all’Autorità dei dati dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture allineando a 40.000€ la soglia minima per le comunicazioni ex art.7 co.8  d.lgs. N. 163/2006. L’AVCP chiarisce che per gli appalti pubblicati con importi pari a 40.000 euro esatti non è più prevista l’acquisizione dello “smartCIG”, ma del “CIG” tradizionale e il successivo invio delle schede informative, analogamente a quanto avviene per gli appalti pubblicati con importi  superiori a 40.000 euro. Inoltre, per gli appalti pubblicati dal 30 ottobre, giorno di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del presente comunicato, la soglia dei 150.000 euro prevista dall’art. 7, co. 8 del DLgs 163/2006, è aggiornata al valore di 40.000 euro.

AVCP CHIEDE CHIARIMENTI SULL’ EFFICACIA DELLA  SANZIONE INTERDITTIVA ALLA PARTECIPAZIONE
L’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di lavori, servizi e forniture ha inviato al Governo ed al Parlamento l’atto di segnalazione n. 5 del 9 ottobre 2013 con cui segnala l’opportunità di modificare la norma del Codice dei contratti che disciplina l’efficacia della sanzione di cui al comma 1-ter dell’art. 38 del Codice dei contratti.  L’AVCP suggerisce che, in caso di presentazione di falsa dichiarazione o falsa documentazione nelle procedure di gara, la stazione appaltante ne dà notizia all’Autorità, la quale, se ritiene che tali dichiarazioni siano rese con dolo o colpa grave, dispone l’iscrizione del soggetto nel casellario informatico ai fini dell’esclusione dalle procedure di gara e dagli affidamenti di subappalto fino ad un anno. 

Notizie Flash


 

AL VIA LA PUBBLICAZIONE DELL’ELENCO ANAGRAFE DELLE OPERE INCOMPIUTE
Al via la pubblicazione dell’elenco anagrafe sulle opere incompiute in attuazione dell’art. 44 bis del decreto legge 6 dicembre 2011, n.201, convertito con modificazioni dalla legge 214/2011. La banca dati nazionale delle opere pubbliche incompiute fotografa la situazione di centinaia di investimenti in opere pubbliche attivati dalle amministrazioni che per cause diverse sono rimaste incomplete. L'elenco è ripartito in due sezioni, relative, rispettivamente, alle opere di interesse nazionale e alle opere di interesse regionale e degli enti locali. 

FA FEDE LA PUBBLICITA’ IN GURI PER IL DECORSO DEGLI EFFETTI GIURIDICI
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, con la sentenza n. 9136 del 24 ottobre 2013 ribadisce che la decorrenza giuridica degli effetti che l’ordinamento connette alla pubblicità in ambito nazionale, ai sensi dell’art. 66, co.8, D.Lgs. n. 163/2006, inizia a partire dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e non dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea, rafforzando quanto già affermato precedentemente dal TAR Umbria (sentenza n. 22/2012). 

LA LEGGE DI STABILITÀ PROROGA AL 2014 LE DETRAZIONI DEL 65% E 50%
Proroga di un anno, fino al 31 dicembre 2014, dell’ecobonus del 65% per gli interventi di efficientamento energetico e delle detrazioni del 50% per le ristrutturazioni e l'acquisto di mobili ed elettrodomestici, sostegno alle infrastrutture, nuova Service Tax e dismissione degli immobili pubblici. Sono alcuni dei punti  su cui poggia la Legge di Stabilità, approvata dal Consiglio dei Ministri.

CERTIFICAZIONE DI CREDITI E RILASCIO DEL DURC
Le imprese, pur in presenza di debiti con le Casse Edili, possono utilizzare il DURC se vantano crediti certificati nei confronti della Pa. Giungono dal Ministero del Lavoro, grazie alla circolare n. 40/2013, i primi chiarimenti a proposito del meccanismo grazie al quale le stesse imprese, pur in presenza di debiti previdenziali o assicurativi, possono utilizzare la Dichiarazione Unica di Regolarità Contributiva, avendo la possibilità di continuare a lavorare. 

Rassegna stampa Asmel – Speciale Contratti e Appalti n.35  del  15/11/2013

Notiziario Asmel


 

A LIMIDO COMASCO WORKSHOP SULLE PROCEDURA TELEMATICA NELLE GARE D’APPALTO
Lo scorso 13 novembre si è tenuta presso l’Aula Consiliare del Comune di Limido Comasco, in concomitanza con il seminario sulla Riscossione dei tributi dopo Equitalia, la sessione dimostrativa “La procedura telematica nelle gare d’appalto: la nuova Direttiva Appalti e  gli obblighi per la P.A.”, aperta ai responsabili degli Uffici Tecnici dei Comuni del comprensorio. Sono state illustrate le diverse funzionalità della piattaforma ASMECOMM alla luce degli obblighi normativi che prevedono per i piccoli Comuni entro il 1° gennaio 2014 l’espletamento delle procedure di gara attraverso una Centrale di Committenza e dal 1° luglio 2014 la necessità in capo a tutte le stazioni appaltanti – singole e associate comprese le stesse centrali di committenza -  di procedere alla digitalizzazione delle gare d’appalto. Il processo di sviluppo della procedura telematica previsto dalla nuova Direttiva Appalti prevede, infatti, una serie di scadenze temporali e dovrà concludersi con l’espletamento di tutte le fasi di gara in modalità esclusivamente telematica.
La sessione di lavoro ha permesso agli operatori presenti di constatare come la stessa modalità di adesione ai servizi della Centrale di Committenza promossa da Asmel garantisce di conservare in capo agli Enti la piena autonomia decisionale. In tal modo consentendo ai Comuni di adeguarsi alle prescrizioni normative senza impatti traumatici sul funzionamento degli uffici e condividendo, attraverso la Centrale, le esperienze provenienti da centinaia di Comuni aderenti in tutta Italia.

Osservatorio Appalti e Contratti


 

C’È ESCLUSIONE SENZA ALCUNE DICHIARAZIONI EX ART. 38
L’inosservanza dell’obbligo di rendere al momento della presentazione dell’offerta le dichiarazioni prescritte dall’art. 38 del d.lgs. n. 163/2006 comporta l’esclusione del concorrente anche se la lex specialis non lo abbia espressamente previsto. Sul punto si è pronunciato di recente il TAR Toscana con sentenza n. 1465 del 28/10/2013:  <<Invero il citato art. 38 comma 2 introduce un precetto autonomo, valevole anche nel caso in cui il bando non lo recepisca espressamente o non ne presidi l’osservanza prevedendo l’estromissione dalla gara>> (sul punto cfr. Cons. Stato, III, 2.7.2013, n. 3550; TAR Sicilia, Palermo, III, 17.10.2012, n. 2050).
Il TAR si è pronunciato in merito al ricorso di una ditta esclusa dalla gara per aver omesso la dichiarazione relativa ad un decreto di condanna; la ricorrente aveva rivendicato l’applicazione dell’art. 46 comma 1 bis del d.lgs. n. 163/2006 in merito alla tassatività delle cause di esclusione. Il Giudice Amministrativo ha chiarito che l’art. 46 comma 1 bis  <<pur circoscrivendo le ipotesi di esclusione dalla gara, non può venire in soccorso al concorrente che non abbia adempiuto all’obbligo di rendere la dichiarazione prescritta dall’art. 38, comma 2, del d.lgs. n. 163/2006, giacchè il citato art. 46 comma 1 bis legittima l’estromissione dal procedimento selettivo sia qualora una norma di legge o di regolamento la commini espressamente, sia qualora la norma di legge imponga adempimenti doverosi pur senza prevedere espressamente l’esclusione (Cons. Stato, III, 16.3.2012, n. 1471).>> Il principio è da ritenersi naturalmente applicabile anche per le dichiarazioni degli altri soggetti tenuti a rendere le dichiarazioni, tra queste non esclusa la ditta ausiliaria in caso di avvalimento. Ipotesi verificatasi nel caso di una procedura d’appalto di lavori svoltasi presso la sede amministrativa della Centrale di Committenza Asmel Consortile indetta dal Comune di Dugenta (BN). Nel caso concreto la Commissione di Gara ha correttamente disposto l’esclusione di una concorrente per l’assenza della dichiarazione ex art. 38 da parte della ditta ausiliaria, ritenendo sufficiente il dettato del D.Lgs. n. 163/2006 anche se nel bando le stesse dichiarazioni non erano state puntualmente e specificamente indicate rispetto agli altri soggetti coinvolti nell’avvalimento.

Primo Piano


 

PERCENTUALI DI RIBASSO, NOTE SOLO DOPO LA VALUTAZIONE DELLE OFFERTE TECNICHE
Il Consiglio di Stato afferma che il principio di segretezza comporta che, fino a quando non si sia conclusa la valutazione delle offerte tecniche, è interdetta al seggio di gara la conoscenza delle percentuali di ribasso offerte per evitare ogni possibile influenza sulla valutazione dell’offerta tecnica. L’obiettivo della disposizione, espresso nella  sentenza n. 2214/2013, è quello di evitare che il processo valutativo inerente l’offerta tecnica possa essere influenzato dalla anticipata conoscenza di elementi di carattere economico inerenti al prezzo offerto, così frustrando le finalità sottese alla scansione procedimentale dei due momenti valutativi che contraddistingue le procedure di aggiudicazione per le quali sia stato individuato il criterio selettivo dell’offerta economicamente più vantaggiosa

GLI ENTI PUBBLICI POSSONO PARTECIPARE ALLE GARE?
Il Consiglio di Stato nel dubbio ha pensato bene di rinviare tutta la questione al vaglio dell’Unione europea. La questione è molto semplice. Un’azienda ospedaliera universitaria aveva partecipato e vinto una gara bandita dalla Regione Lombardia, grazie al forte ribasso offerto, e in seguito c’è stato il ricorso della seconda classificata. Nell’evidenziare la normativa esistente, con la sentenza n. 5241/2013, il Consiglio di Stato ha sottolineato che la ratio della norma è quella - attraverso un vincolo di esclusività nell’oggetto sociale ed un divieto di attività extraterritoriale - di evitare che tali soggetti possano turbare il libero gioco della concorrenza, grazie alle asimmetrie informative e ai legami con l’ente pubblico di cui beneficiano. Allo stesso tempo, di qui il rinvio a Bruxelles, si è ritenuto non agevole, né privo di conseguenze, stabilire se una simile norma debba intendersi come derogatoria di un principio generale di segno opposto, nel senso della libertà contrattuale; o sia invece espressione di una regola più ampia, a tutela della concorrenza e della parità di trattamento.

QUANDO È LEGITTIMO IL VOTO NUMERICO NELLA VALUTAZIONE DELLE OFFERTE
Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 5160/2013, ha affermato che l’obbligo motivazionale imposto all’amministrazione in sede di valutazione delle offerte presentate nelle procedure di affidamento di contratti è assolto mediante la sua espressione in forma numerica, solo a determinate condizioni, cioè solo se i criteri di valutazione siano sufficientemente specifici e in grado di consentire la ricostruzione dell’iter decisionale dell’amministrazione. 

LINEE GUIDA SU PROGRAMMAZIONE, PROGETTAZIONE ED ESECUZIONE DEL CONTRATTO PER SERVIZI E FORNITURE
L’Autorità per la vigilanza dei contratti pubblici ha pubblicato, con la determinazione n. 5 del 6 novembre 2013, le linee guida su programmazione, progettazione ed esecuzione del contratto nei servizi e nelle forniture. Le linee guida sono il risultato della consultazione on-line dello scorso settembre e tengono conto delle osservazioni fatte dagli operatori del settore. Al loro interno sono affrontati anche  i temi della modificabilità del contratto, le varianti in corso di esecuzione, il verificarsi di eventuali modifiche soggettive nella composizione del raggruppamento aggiudicatario.

OPERE DI URBANIZZAZIONE, LINEE GUIDA PER L’USO DELLO SCOMPUTO DEGLI ONERI
Approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella seduta del 7 novembre 2013, le linee guida ITACA recanti “Realizzazione delle opere a scomputo degli oneri di urbanizzazione”. Le Linee Guida sono il risultato dell’attività di uno specifico gruppo di lavoro costituito presso Itaca e coordinato dalla Regione Veneto, allo scopo di fornire strumenti operativi di ausilio alle piccole e medie amministrazioni aggiudicatrici nella realizzazione delle opere di urbanizzazione attraverso l’istituto dello scomputo dei relativi oneri.

LE DIFFERENZE TRA SOLUZIONI MIGLIORATIVE E VARIANTI NELLE GARE D’APPALTO
Il Consiglio di Stato chiarisce le differenze fra le soluzioni migliorative e le varianti nelle procedure di gara con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Nella sentenza n. 5160/2013, si afferma che le soluzioni migliorative, consustanziali alle procedure di affidamento secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, si differenziano dalle varianti perché possono liberamente esplicarsi in tutti gli aspetti tecnici lasciati “aperti” a diverse soluzioni sulla base del progetto posto a base di gara ed oggetto di valutazione del pregio delle offerte dal punto di vista tecnico, rimanendo comunque preclusa la modificabilità delle caratteristiche progettuali già stabilite dall’amministrazione.

Notizie Flash


 

ENTRO IL 31 DICEMBRE VA ADOTTATO IL CODICE DI COMPORTAMENTO
L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha pubblicato la Delibera n. 75/2013 in materia di "Codice di comportamento" dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni emanata a norma del Regolamento di cui D.P.R. n. 62/2013 in applicazione dell’art. 54 comma 5 del d.lgs. n.165/2001. Tale delibera si prefigge di indirizzare ciascun codice di comportamento adottato/da adottarsi alle varie Amministrazioni Pubbliche, entro il 31 dicembre 2013, verso "azioni e misure" sottese alle più generali strategie di "prevenzione della corruzione" nonché alla omogeneizzazione con coesistenti codici etici, manuali comportamentali, ecc. eventualmente già in uso.

PUBBLICATO IL RAPPORTO SULLO STATO DELLE INFRASTRUTTURE STRATEGICHE
Il Rapporto sullo stato di attuazione dei contratti in corso riguardanti le opere rientranti nel Programma delle infrastrutture strategiche (PIS)deliberate dal CIPE, è redatto dal Servizio Studi della Camera in collaborazione l’Avcp.  Rapporto sull'attuazione della legge obiettivo (legge n. 443/2001).

SICUREZZA NEL LAVORO: DISPONIBILE IL TESTO COORDINATO
Sul sito istituzionale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nella sezione dedicata "Sicurezza nel Lavoro", è disponibile on-line il testo coordinato (aggiornato periodicamente con tutte le modifiche ivi intervenute) del Decreto Legislativo n.81/2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. 

CATASTO EDILIZIO URBANO: ON LINE IL VOLUME SULLE "STATISTICHE CATASTALI"
E' stato pubblicato il Rapporto realizzato dall’Ufficio Statistiche e Studi della Direzione Centrale Osservatorio Mercato Immobiliare. Nella nuova edizione del Volume, le Statistiche sono riferite a tutto il territorio nazionale e riguardano un totale di circa 72 milioni di beni fra unità immobiliari urbane ed altre tipologie immobiliari. Questi dati costituiscono le «statistiche censuarie» che rappresentano il dato amministrativo-censuario riportato nelle banche dati.

UNA CONCESSIONE CIMITERIALE PERPETUA NON PUÒ ESSERE REVOCATA 
Il Consiglio di Stato ha affermato, con sentenza n. 842/2011, che una concessione cimiteriale perpetua non può essere revocata e la sua cessazione può avvenire unicamente nell’eventualità di estinzione per effetto della soppressione del cimitero.Su questa base si può concludere che le concessioni cimiteriali perpetue non sono soggette alla trasformazione a tempo determinato, imposta dalla disciplina sopravvenuta e rimangono assoggettate al regime giuridico vigente al momento del loro rilascio. In effetti, le concessioni cimiteriali perpetue non ricadono nell’ambito della disciplina di cui all’art. 92 del D.P.R. n° 285/1990, il quale riguarda esclusivamente le concessioni cimiteriali a tempo determinato e si deve ritenere che le concessioni cimiteriali perpetue rilasciate in data anteriore a quella di entrata in vigore del D.P.R. n° 803/1975, si configurino quale situazione di diritti acquisiti e non siano soggette a revoca.

Rassegna stampa Asmel – Speciale Contratti e Appalti n.36  del  21/11/2013

Notiziario Asmel


 

AD AGEROLA IL PRIMO GRUPPO DI LAVORO SULLE GARE ON LINE
Arriva direttamente dalla penisola sorrentina un forte stimolo al confronto tra gli enti aderenti alla Centrale di committenza consortile Asmel, con lo scopo di analizzare, partendo da situazioni e casistiche reali, in gruppi operativi e ristretti i vantaggi e le criticità riscontrate nelle procedure telematiche, in modo da consentire un continuo miglioramento delle modalità di scambio tra i Comuni e la Centrale stessa. Si terrà, dunque, presso il Comune di Agerola il primo di una lunga e già programmata serie di incontri con il gruppo di lavoro che opera quotidianamente nell’ambito della Centrale di committenza. Sono già programmati, infatti, gruppi operativi nelle diverse province campane e nello specifico a Pratola Serra, San Gregorio Matese, Solopaca, Auletta, Ceraso e Piana di Monte Verna. Va sottolineato positivamente che gli incontri sono fortemente voluti dalle Amministrazioni comunali, in previsione anche della prossima scadenza del 1 gennaio 2014, quando la norma imporrà l’obbligatorietà del ricorso alla Centrale di committenza per tutti i comuni al di sotto dei 5000 abitant, e per questa ragione, i Sindaci hanno voluto aprire i gruppi di lavoro anche agli altri comuni aderenti del comprensorio. Leggi qui la lettera di invito del Sindaco di Agerola.

Osservatorio Appalti e Contratti


 

PREZZO PIÙ BASSO: IL CAOS DEL COSTO DELLA MANODOPERA
L’entrata in vigore a fine agosto dell’ art. 32, comma 7-bis, del Decreto Legge n. 69/2013 (c.d. Decreto del Fare) ha creato notevoli difficoltà alle P.A. che avevano in programma l’indizione di gare d’appalto subito dopo la pausa estiva.
Il nuovo comma 3-bis dell’art. 82 del D.Lgs. n. 163/2006 ha modificato il valore da porre a base di gara nel caso di un’offerta con il prezzo più basso. La disposizione normativa, infatti, prevede che: “il prezzo più basso è determinato al netto delle spese relative al costo del personale, valutato sulla base dei minimi salariali definiti dalla contrattazione collettiva nazionale di settore tra le organizzazioni sindacali dei lavoratori e le organizzazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, delle voci retributive previste dalla contrattazione integrativa di secondo livello e delle misure di adempimento alle disposizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”. Ciò ha comportato la necessità in capo alle Stazioni Appaltanti di modificare i quadri economici di progetto al fine di procedere all’indizione delle nuove gare, tanto negli appalti di lavori che di servizi.
La norma ha sostanzialmente riproposto, sebbene limitatamente alle procedure di gara le cui offerte sono valutate con il prezzo più basso, la vecchia formulazione dell’art. 81 comma 3-bis, introdotta dalla legge n. 106/2011, che fissava lo stesso principio indifferentemente sia per le gare con offerta con il prezzo più basso che per quelle con offerta economicamente più vantaggiosa. Allora, dopo diversi tentativi di fare chiarezza, preso atto delle innumerevoli difficoltà applicative, il Legislatore decise per l’abrogazione della norma, soluzione che viene richiesta anche per la nuova formulazione. Come è stato rilevato da più parti, occorre tener conto infatti non solo dei disagi nel breve periodo, ma soprattutto della difficoltà oggettiva di calcolare “a monte” l’incidenza dei costi di personale fortemente condizionati sia dall’organizzazione dell’impresa in sede di esecuzione dell’appalto, sia dalla stessa disciplina contrattuale applicata su cui incide anche la registrazione territoriale dell’azienda.
Tuttavia in queste settimane la Centrale di Committenza Asmel Consortile ha potuto verificare come i Comuni, nella necessità di intervenire sulle gare in pubblicazione sia nel settore dei lavori pubblici che dei servizi, abbiano due diverse strade: la prima, quella di modificare il quadro economico a base di gara utilizzando come parametro per lo più i prezzari regionali; la seconda, laddove le caratteristiche dell’appalto lo rendevano opportuno, quella di applicare alle procedure di gara il sistema ex art. 83 (Offerta economicamente più vantaggiosa) lasciato immune dalla nuova disposizione normativa.

Primo Piano


 

GESTIONI ASSOCIATE OBBLIGATORIE A RISCHIO DI INCOSTITUZIONALITA’
Dal 1° gennaio 2014, sulla base di quanto previsto dal Dl 78/2010 e dal Dl 95/2012, scatterebbe per gli enti sotto i 5mila abitanti l'obbligo di gestire in forma associata nove funzioni fondamentali su dieci lasciando ai Comuni la sola scelta di optare per uno dei due moduli ammessi: l'unione o la convenzione, ma, alla vigilia di questo appuntamento, i Comuni sono tutti in attesa che la Corte costituzionale si pronunci il prossimo 3 dicembre. Infatti l’obbligo delle gestioni associate non è mai stato digerito neppure dalle regioni che hanno inondato di ricorsi la Consulta lamentando la violazione delle proprie prerogative in materia di ordinamento degli enti locali. Nel frattempo il parlamento sta lavorando per approvare una norma che rinvii di un anno la scadenza prevista. Anche sulla base delle sollecitazioni dell’Ancpi, che hanno avuto ascolto nell’ambito della Commissione Affari costituzionali della Camera, è stato presentato un progetto di legge che è stato successivamente “abbinato” al progetto di legge più ampio e sorretto dalla maggioranza in materia di “Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni”. Prescinde completamente da queste valutazioni l’obbligo di utilizzo della Centrale unica di committenza per i mini-enti sempre dal 1 gennaio prossimo, anche perché, come ribadito recentemente dalla Corte dei conti del Lazio con deliberazione n. 138/2013, l’acquisto di lavori servizi e forniture è attività strumentale rispetto alle funzioni fondamentali, ma non rappresenta una funzione fondamentale essa stessa.

CHI PROGETTA L’OPERA PUÒ PARTECIPARE ALLA GARA PER REALIZZARLA
Via libera in Consiglio dei Ministri alla Legge Europea 2013 bis che modifica l’articolo 90 comma 8 del Codice Appalti, affermando che il professionista che ha partecipato alla progettazione correlata alla predisposizione di un appalto non potrà più essere escluso dalla gara, se dimostra che l’esperienza acquisita nello svolgimento degli incarichi di progettazione non determina un vantaggio tale da falsare la concorrenza con gli altri operatori. Fino ad oggi, invece, il professionista che si era aggiudicato la progettazione di un’opera da realizzare attraverso una gara d’appalto, non poteva partecipare alla stessa gara per costruirla. Il limite è stato da sempre giustificato come tutela della concorrenza, che verrebbe meno se il progettista fosse a conoscenza di informazioni tali da agevolarlo nella selezione.

È NECESSARIA LA FORMA SCRITTA PER I CONTRATTI PROFESSIONALI CON LA P.A.
Per il contratto d'opera professionale, quando ne sia parte committente una P.A., è richiesta la forma scritta "ad substantiam", che è strumento di garanzia del regolare svolgimento dell'attività amministrativa nell'interesse sia del cittadino, sia della collettività, agevolando l'espletamento della funzione di controllo, e, per tale via, espressione dei principi di imparzialità e buon andamento della P.A. posti dall'art. 97 Cost. In tal senso si è espressa la Cassazione, con la sentenza n.24679/2013, nel dirimere una controversia tra dei professionisti ed una amministrazione comunale.

POSSIBILE IL RILASCIO DEL DURC QUANDO C’È CERTIFICAZIONE DEI CREDITI
Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali ha fornito, con la circolare n. 40/2013, dei chiarimenti in merito al Decreto 13 marzo 2013 con cui si sono disciplinate le modalità di attuazione dell’art. 13 bis, comma 5, del D.L. n. 52/2012 (conv. da L. n. 94/2012), il quale prevede la possibilità di rilasciare il Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) “in presenza di una certificazione (…) che attesti la sussistenza e l’importo di crediti certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni di importo almeno pari agli oneri contributivi accertati e non ancora versati da parte di un medesimo soggetto”.

IL PERMESSO A COSTRUIRE RILASCIATO ANCHE IN MANCANZA DI UN PIANO ATTUATIVO
Il permesso a costruire può essere rilasciato anche in assenza di un piano attuativo se risulta che il lotto del richiedente è l’unico a non essere stato edificato e che si trova in una zona già edificata e dotata delle opere di urbanizzazione necessarie. Il Consiglio di Stato, nella sentenza n. 5251/2013, ha ribadito che il diniego di un permesso a costruire è quindi illegittimo se fondato sull’assenza del piano attuativo e se il Comune non ha valutato l’effettiva incidenza del nuovo insediamento su un’area che risulta già urbanizzata.

APPALTO LAVORI RETE IDRICA DEL COMUNE: SI AGLI INGEGNERI, NO AGLI ARCHITETTI
La direzione dei lavori per l’adeguamento della rete idrica del Comune, rientrante tra le opere idrauliche, non può essere aggiudicata ad un architetto, bensì ad un ingegnere. Questo perché la rete idrica non fa parte della c.d. edilizia civile, che prevede la partecipazione degli architetti. È ciò che afferma il Tar Puglia, con la sentenza n. 1270/2013, accogliendo il ricorso dell’Ordine degli Ingegneri che erano stati esclusi dall’appalto.E’ infatti la legge stessa a disciplinare tale distinzione, ed in particolare il d.lgs. 129/92, che agli articoli 1 e 2 ha attribuito una specifica riserva a favore degli ingegneri sulla progettazione di opere viarie non connesse con opere di edilizia civile; una riserva che nessun regolamento del Comune può derogare. 

Notizie Flash


  

PARAMETRI GARE DI PROGETTAZIONE: MANCA SOLO OK DELLA CORTE DEI CONTI
Il Decreto Parametri bis  è stato, finalmente, siglato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti  e dal Ministro della Giustizia ed è adesso all'attenzione della Corte dei Conti che deve registrarlo, previa verifica di legittimità, prima di inviarlo alla Gazzetta Ufficiale per la successiva pubblicazione ed entrata in vigore. A distanza di quasi due anni dall’approvazione da parte dei due Ministeri competenti, il testo definitivo inviato alla Corte dei Conti per la registrazione contiene alcune modifiche introdotte dopo l’ultimo parere del Consiglio superiore dei Lavori pubblici. 

TAVOLO TECNICO SULLE PROFESSIONI: SEMPLIFICAZIONE NORMATIVA E INCENTIVI
INARSind, il Sindacato degli Ingegneri e degli Architetti Liberi Professionisti, ha avanzato al Ministro della funzione pubblica una serie di proposte in materia di semplificazione normativa. L’obiettivo è una definizione univoca e chiara del “professionista”, ma anche la possibilità che agli uffici tecnici delle Pubbliche Amministrazioni sia dedicato l’incentivo del 2%, già oggi previsto dalla normativa, non allo scopo di rafforzare la progettazione interna, bensì per premiare i risultati legati alle prestazioni di pianificazione, programmazione e controllo. 

PREVALE IL VINCOLO PAESAGGISTICO SULLE VALUTAZIONI URBANISTICHE
Le valutazioni di carattere paesaggistico sono prevalenti, e comunque indipendenti, rispetto a quelle di carattere urbanistico. È infatti recepito in giurisprudenza il principio in cui la compromissione della bellezza naturale ad opera di preesistenti realizzazioni, anziché impedire, maggiormente richiede che nuove costruzioni non comportino ulteriore deturpazione dell’ambito protetto. Nel caso specifico in merito alla costruzione di una serra, il Consiglio di Stato, come sottolinea nella sentenza n. 5273/2013, non ha condiviso il giudizio del Tar che lasciava intendere che, in ragione del degrado della zona, l’autorizzazione alla costruzione non poteva essere negata.

Rassegna stampa Asmel – Speciale Contratti e Appalti n.34  del  8/11/2013

Notiziario Asmel


 

SERVIZIO GRATUITO QUESITI ENTI LOCALI
Il servizio di assistenza telematica è uno strumento a disposizione degli operatori degli Enti Locali e consente di porre quesiti per tutte le materie di interesse dei singoli uffici dell'ente locale e di ricevere in tempi rapidi (massimo 5 giorni) il parere di autorevoli esperti nonché di consultare la banca dati dei quesiti già risolti.
Il servizio comprende quesiti illimitati in materia legale, amministrativa, tributaria, amministrativo-contabile, del personale, fiscale, della revisione, ecc. Di seguito alcuni degli esperti per le Aree Appalti e Contratti: Avv. A. RIZZO - avvocatura Comune di Roma; Avv. G. PARATICO - esperto diritto penale amministrativo, già v. Procuratore Onorario presso la Procura della Repubblica di Mantova; Avv. L. BIANCHINI - amministratore Enti pubblici, consorzi di comuni e fondazioni; Avv. E. BARUSSO - direttore generale enti locali, prof. a contratto Diritto enti locali Univ. di Firenze; Dott. E. BRACCIONI - Difensore Civico comunale, revisore enti regionali; Avv. E. DE CARLO - direttore generale enti locali, relatore e autore di testi specialistici in materia di appalti e concessioni, gestione associate, personale e organizzazione; prof. Dott. P. CUCUMILE - dirigente Comandante Polizia locale; Dott. P. RIZZO -  direttore generale enti locali, membro di nuclei di valutazione e controllo di gestione, revisore enti pubblici e società per azioni; Avv. N. CORÀ - cassazionista, esperto diritto europeo e tributario; Avv. M. MORELLI - amministrativista, esperto espropriazioni; Avv. B. ALLEGRETTI- consulente e formatore per le attività paritetiche e negoziali della Pa. Sponsor tecnico Halley Informatica. Per le adesioni gratuite per gli associati, scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

SEMINARIO GRATUITO A LIMIDO COMASCO CON SESSIONE DIMOSTRATIVA SULLA PROCEDURA TELEMATICA NELLE GARE D’APPALTO
Il prossimo appuntamento con il ciclo di seminari gratuiti su “La riscossione dei tributi dopo Equitalia”  previsto il prossimo 13 novembre a Limido Comasco (CO) sarà arricchito con la sessione dimostrativa sulla “Procedura telematica nelle gare d’appalto” alla luce della nuova Direttiva Europea Appalti e degli obblighi per la Pubblica Amministrazione. In particolare, si tratteranno i nuovi vincoli di digitalizzazione e di presentazione telematica delle offerte con la dimostrazione operativa della piattaforma ASMECOMM per le gare telematiche e dei servizi gratuiti della Centrale di Committenza Asmel. Programma e  invito gratuito sul sito www.asmel.eu

Osservatorio Appalti e Contratti


 

NON C’E’ ESCLUSIONE DALLA GARA PER LA MANCATA INDICAZIONE DEI COSTI DI SICUREZZA IN ASSENZA DI CLAUSOLE ESPULSIVE DELLA LEX SPECIALIS
La mancata indicazione dei costi di sicurezza aziendale in sede di offerta ai sensi dell’art. 87 comma 4 non è motivo di esclusione in assenza di specifiche clausole espulsive della lex specialis: questo il principio ribadito dal TAR Puglia – Sez. II con la sentenza n. 1429 del 22 ottobre scorso. “Per assicurare il rispetto del principio di "tassatività delle cause di esclusione", di cui al comma 1-bis dell'art. 46 del codice dei contratti pubblici, introdotto dal D.L. n. 70/2011, bisognerebbe dimostrare che l'omessa indicazione dei costi aziendali rientri nell'ipotesi di "difetto di altri elementi essenziali". Tale qualificazione è però oltre modo dubbia, considerato che tale dato non rappresenta un elemento decisivo ai fini dell'attribuzione del punteggio sul contenuto dell'offerta.” Va infatti considerato che “l'articolo 87, quarto comma, è collocato sistematicamente non già in sede di disciplina del contenuto essenziale delle offerte, bensì nell'ambito dei "criteri di verifica delle offerte anormalmente basse" e che perciò esso si riferisca alla valutazione che deve essere effettuata nell'ambito dell'apposito sub-procedimento. Nell'ipotesi, dunque, in cui la lex specialis nulla abbia specificato in ordine all'onere d'indicare i corsi di sicurezza aziendale, l'esclusione verrebbe a colpire (in contrasto con i principi di certezza del diritto, di tutela dell'affidamento e del favor partecipationis) concorrenti che hanno presentato un'offerta perfettamente conforme alle prescrizioni stabilite dal bando e dall'allegato modulo d'offerta.” Medesimo orientamento è stato seguito anche di recente dal Comune di Pietramelara nell’ambito di una procedura negoziata indetta attraverso il portale ASMECOMM della Centrale di Committenza “Asmel Consortile”. In questo caso il RUP ha altresì ribadito che, stante la ratio della norma, l’obbligo di cui all’art 87 comma 4 era di fatto assolto mediante la dichiarazione resa in sede di presentazione dell’offerta “di aver tenuto conto in sede di presentazione dell’offerta (…) di tutti gli oneri, compresi quelli relativi alle disposizioni in materia di sicurezza, di assicurazione, di condizioni di lavoro e di previdenza ed assistenza in vigore nel luogo dove devono essere eseguite le prestazioni.”

Primo Piano


 

GESTIONI ASSOCIATE OBBLIGATORIE: VERSO LA PROROGA
Dal 1° gennaio 2014, sulla base di quanto previsto dal Dl 78/2010 e dal Dl 95/2012, scatterebbe per gli enti sotto i 5mila abitanti l'obbligo di gestire in forma associata nove funzioni fondamentali su dieci lasciando ai Comuni la sola scelta di optare per uno dei due moduli ammessi: l'unione o la convenzione, ma, alla vigilia di questo appuntamento, i Comuni sono tutti in attesa che la Corte costituzionale si pronunci il prossimo 3 dicembre. Infatti l’obbligo delle gestioni associate non è mai stato digerito neppure dalle regioni che hanno inondato di ricorsi la Consulta lamentando la violazione delle proprie prerogative in materia di ordinamento degli enti locali. Contro l'art.16 del dl 138/2011 che ha imposto il modello dell'unione per l'esercizio delle funzioni fondamentali a tutti i comuni fino a 1.000 abitanti si sono levate ben dieci regioni (Toscana, Lazio, Puglia, Emilia-Romagna, Veneto, Liguria, Umbria, Campania, Lombardia e Sardegna), mentre altri cinque ricorsi (presentati da Sardegna, Puglia, Lazio, Veneto e Campania) hanno contestato l'art.19 del dl 95/2012 (spending review) che ha riscritto l'art.14 del dl 78/2010 fissando la scadenza del 1° gennaio prossimo. Anche per questo, da più parti, si auspica una proroga (v. emendamenti approvati Anpci il 6/11 in 1 Commissione Affari Costituzionali della Camera).
Non altrettanto si può dire per l’obbligo di utilizzo della Centrale unica di committenza per i mini-enti sempre dal 1 gennaio prossimo, anche perché, come ribadito recentemente dalla Corte dei conti del Lazio con deliberazione n. 138/2013, l’acquisto di lavori servizi e forniture è attività strumentale rispetto alle funzioni fondamentali, ma non rappresenta una funzione fondamentale essa stessa.

TAR LOMBARDIA: L'OBBLIGO DI SOPRALLUOGO VALE SOLO PER I LAVORI
La mancata partecipazione obbligatoria ad un incontro preliminare/sopralluogo non può corrispondere alla presentazione di un'offerta priva di un elemento essenziale ai sensi dell'art. 46 comma 1-bis del D.lgs. 163/2006. Lo afferma il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, sez. Brescia, con sentenza n.877/2013. Ma non solo: la stazione appaltante, in caso di impossibilità ad effettuare il sopralluogo in una certa data, avrebbe dovuto indicare la propria disponibilità in altro giorno e quindi dare un'altra occasione alla partecipante di adempiere ai propri obblighi. La qualificazione dell’incontro preliminare/sopralluogo come elemento essenziale dell’offerta è codificata unicamente per le procedure di affidamento degli appalti e delle concessioni di lavori pubblici (v. art. 106 comma 2 del DPR 207/2010). Nei restanti appalti la legittimità di un’analoga previsione eventualmente inserita nella lex specialis deve essere valutata in concreto. Era quindi doveroso da parte della stazione appaltante assumere un atteggiamento collaborativo che consentisse il mantenimento all’interno della gara del maggior numero di concorrenti.

AVCP: PUBBLICATI DUE NUOVI ATTI SU AVCPASS E REVISIONE DEL COMUNICATO ALLE SOA
L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori il 30 ottobre 2013 ha emanato due comunicati. Il primo riguarda l’attività delle Società Organismo di Attestazione ed in particolare la revisione del Comunicato alle SOA n. 79/2013, in ottemperanza all’Ordinanza del TAR Lazio n. 2978/2013. Il secondo comunicato riguarda la documentazione comprovante il possesso dei requisiti di carattere generale, tecnico organizzativo ed economico finanziario per la partecipazione alle procedure di gara: dal 1 gennaio 2014 la verifica di tali requisiti dovrà essere svolta esclusivamente mediante il sistema AVCpass.

FONDAMENTALE IL REQUISITO DELLA MORALITÀ PROFESSIONALE NELLE GARE DI APPALTO
L’art. 38, comma 2, del d.lgs. n. 163/2006 impone a ciascun concorrente di indicare tutte le condanne penali riportate in base alla necessità di presentare dichiarazioni complete e fedeli. Questa dichiarazione, in base alla sentenza del Tar Toscana n. 1465/2013, costituisce di per sé un valore da tutelare, in quanto consente la celere e consapevole decisione in ordine all’ammissione dell’operatore economico alla gara e in quanto, comunque, una dichiarazione incompleta è lesiva degli interessi tutelati dalla norma, a prescindere dal fatto che l’impresa meriti sostanzialmente di partecipare alla selezione. In definitiva, la mancata dichiarazione di sentenze penali di condanna, ancorchè relative a reati non incidenti sulla moralità professionale, costituisce una causa autonoma di esclusione dalla gara, a prescindere dalle prescrizioni contenute al riguardo nel bando.

AVCP CONVALIDA I CERTIFICATI ESECUZIONE LAVORI PRE 2006
Nelle gare pubbliche di appalto sarà possibile qualificarsi come imprese di costruzioni anche presentando certificati di esecuzione dei lavori in forma cartacea emessi precedentemente il 2006 in seguito ad una deliberazione dell’Autorità per la vigilanza dei contratti pubblici, la n. 35 del 25 ottobre 2013, che rettifica ed integra una precedente deliberazione risalente al luglio scorso che forniva indicazioni rivolte alle stazioni appaltanti e alle Soa in merito all’emissione dei cosiddetti Cel (Certificati esecuzione lavori). La deliberazione di luglio prevedeva che i Cel non fossero utilizzabili fino al loro inserimento nel casellario informatico dell’AVCP e quindi poneva difficoltà per i casi precedenti il 2006 in cui non vi era ancora l’obbligo di emettere i Cel in forma telematica. Con la delibera di rettifica, invece, l’Autorità ammette la possibilità di utilizzazione, in sede di attestazione presso la Soa, dei Cel cartacei purchè la stazione appaltante garantisca la veridicità degli stessi.

Notizie Flash


  

TEMPI CERTI NEI PAGAMENTI ANCHE PER GLI APPALTI PUBBLICI
Si discute di pagamenti certi negli appalti pubblici nel Consiglio dei ministri di venerdì 8 novembre. Con l’approvazione delle disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea - Legge europea 2013 bis, anche i contratti aventi ad oggetto la prestazione di servizi o forniture e la realizzazione di opere per la p.a. saranno soggetti alla tempistica accelerata (30 giorni prorogabili fino a 60, ma solo in casi eccezionali) prevista dal decreto legislativo n. 192/2012, che ha recepito in Italia la direttiva sui ritardati pagamenti.

RICONOSCIUTO AI CREDITORI DELL’APPALTATORE IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI
Il Tar Lazio ha stabilito, con la sentenza n. 8639/2013, che una ditta subappaltatrice che vanti un credito nei confronti di un’impresa subappaltante può esercitare il diritto di accesso agli atti nei confronti dell’ente pubblico non economico che ha commissionato i lavori. Quest’ultimo, quindi, sarà tenuto a rendere disponibile tutta la documentazione relativa al contratto di appalto e alla sua esecuzione: dal contratto stesso, agli stati di avanzamento lavori, ai certificati e ai mandati di pagamento emessi in favore della stessa.

LEGITTIMAZIONE AL RICORSO CONTRO IL BANDO IN ASSENZA DI PARTECIPAZIONE ALLA GARA: REGOLA ED ECCEZIONI
La sezione V del Consiglio di Stato, con la sentenza n. 5131 del 23 ottobre 2013, si è espresso sulla possibilità di ricorso contro un bando di gara anche qualora il soggetto ricorrente non abbia volontariamente partecipato alla gara, ribadendo la non legittimità a chiederne l’annullamento anche qualora essa abbia un interesse di fatto affinché la gara venga nuovamente bandita. Nella stessa sentenza, tuttavia, il Consiglio di Stato evidenzia tre tassative eccezioni alla regola: innanzitutto, quando si contesti in radice l'indizione della gara; in secondo luogo, all'inverso, quando si contesti che una gara sia mancata, avendo l'amministrazione disposto l'affidamento in via diretta del contratto; infine, quando si impugnino direttamente le clausole del bando assumendo che le stesse siano immediatamente escludenti. 

CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI: AL VIA LA CIRCOLARE  SUI PRODOTTI DA COSTRUZIONE
Emanata la Circolare interministeriale prot. DCPREV n.14413 del 21 ottobre 2013 con cui viene avviato il processo di notifica, ai sensi del Regolamemo (UE) 305/2011, degli Organismi italiani di valutazione e verifica della costanza della prestazione dei prodotti da costruzione, già abilitati e notificati ai sensi del DPR 246/93 e della Direttiva 89/106/CEE, limitatamente alle specifiche tecniche già autorizzate. 

GLI ONERI DI URBANIZZAZIONE SONO SEMPRE DOVUTI IN CASO DI CAMBIO DI DESTINAZIONE D'USO
La Sezione Quarta del Consiglio di Stato è intervenuta, con la sentenza n.5539/2011, in merito alla richiesta di pagamento degli oneri di urbanizzazione richiesta da un Comune, che ha riscontrato un cambio di destinazione d'uso non autorizzato. In caso di mutamento della destinazione d'uso di un immobile, anche senza alcuna opera edilizia, che comporta maggiori oneri sociali delle opere di urbanizzazione, è necessario dunque pagare la differenza tra gli oneri di urbanizzazione già corrisposti per la destinazione d'uso originaria e quelli, se più elevati, dovuti per la nuova destinazione impressa all'immobile.

Rassegna stampa Asmel – Speciale Contratti e Appalti n.37  del  28/11/2013

Notiziario Asmel


 

FORUM GRATUITO CONTRATTI E APPALTI 2014 – RIFORMA DEL CODICE APPALTI E MERCATO ELETTRONICO DELLE STAZIONI APPALTANTI
Molti e interessanti le novità normative e procedurali di cui si discuterà nel corso del Forum Contratti e Appalti 2014 organizzato da Asmel il 24 gennaio prossimo. In modo particolare, le tematiche che saranno oggetto di sessioni di approfondimento e simulazioni riguardano la riforma del Codice degli Appalti a seguito del recepimento delle direttive europee su appalti e concessioni, le novità procedurali introdotte dal Decreto Fare e dalla Legge di Stabilità, la Legge anticorruzione e il T.U. sulla Trasparenza. Questioni che vedono gli enti locali impegnati quotidianamente a trovare, in tempi di ristrettezze e spending review, soluzioni operative oltre che ordinamentali. Per questo, il Forum Contratti e Appalti sarà incentrato su come superare le criticità del ricorso al MePa di Consip attraverso l’utilizzo del Mercato Elettronico delle Stazioni Appaltanti, delle gara on-line, delle Convenzioni-quadro delle Centrali di committenza territoriali. Tra i relatori, Eugenio Mele, Consigliere di Stato, Ilenia Filippetti, esperta in contrattualistica pubblica, Gianni Pittella, vice Presidente del Parlamento Europeo. Scarica qui il programma completo

Osservatorio Appalti e Contratti


 

LEGITTIMA L’ESCLUSIONE SE LA DITTA NON HA SVOLTO “SERVIZI ANALOGHI”
Il TAR Catania è intervenuto in merito alla valutazione restrittiva data da una Stazione Appaltante nella verifica dell’espletamento dei servizi analoghi richiesti dalla Lex Specialis. Come si legge nella sentenza n. 2786 del 21/11/2013, “le stazioni appaltanti sono legittimate, in forza della disposizione di cui all'art. 42, comma 1, lett. a), del codice dei contratti pubblici, a prescrivere requisiti di partecipazione che si sostanziano nel comprovato svolgimento di servizi analoghi a quello che forma l'oggetto della gara, onde conseguire la preventiva dimostrazione in ordine all'affidabilità del concorrente con riguardo alle prestazioni contrattuali.” La richiesta della Stazione Appaltante di richiedere tra i requisiti di partecipazione l’aver già svolto “servizi analoghi” e non “servizi identici” è comunque suscettibile di valutazione in sintonia con la ratio della Lex Specialis “purché tale scelta si appalesi proporzionata rispetto agli scopi perseguiti in concreto”.
E’ pertanto legittima l’esclusione di una ditta nel caso in cui i requisiti posseduti non riguardino servizi del tutto analoghi ovvero assimilabili a quelli oggetto dell’appalto (nel caso specifico la ditta voleva venissero valutati i servizi di gestione di aree di sosta di autoveicoli in una gara per la gestione degli ormeggi portuali).
I requisiti speciali, infatti, servono a verificare la capacità del concorrente ad espletare quella data attività, condizione non garantita né dal mero volume di affari, né dall’aver assolto servizi “simili”, ma che richiedono un’organizzazione logistica, di risorse e di mezzi strutturalmente differente rispetto a quella oggetto dell’appalto. In alcune gare espletate attraverso la piattaforma della Centrale di Committenza Asmel, in particolare nel settore del conferimento dei rifiuti urbani, si è disposta l’esclusione per ditte che avevano maturato il volume di affari previsto per “servizi analoghi” attraverso lo svolgimento di servizi ed attività non direttamente riconducibili a quelle oggetto di gara ma soltanto marginalmente legate alla raccolta dei rifiuti urbani. E’ stato infatti evidente, in tali circostanze, che l’organizzazione di mezzi richiesti, ad esempio, per lo smaltimento di pneumatici non fosse assimilabile alla raccolta e smaltimento di rifiuti urbani “porta a porta”.

Primo Piano


 

IN BILICO LE GESTIONI ASSOCIATE DELLE FUNZIONI FONDAMENTALI
Nel testo della legge di stabilità, approvata in prima lettura al Senato, è stata inserita l’ennesima proroga sino al 1 luglio 2014 del termine per la gestione associata obbligatoria delle funzioni comunali per i Comuni con meno di 5000 abitanti o 3000 se appartenuti o appartenenti a Comunità Montane’’. Non si tratta infatti della prima proroga in quanto, partendo dal primo decreto legge 98 del 2011, sono intervenuti diversi provvedimenti in materia.
L’ultimo, il decreto 95 del 2012, la cosiddetta spending review, aveva previsto due tappe: entro il 1 gennaio 2013 la gestione associata di almeno tre funzioni, cosa che effettivamente è avvenuta, mentre per tutte le restanti si rinviava l’appuntamento al primo giorno del prossimo anno. Ora questa nuova proroga che, se confermata nella discussione alla Camera, sposta la data di sei mesi in avanti. Il tutto, è bene sottolinearlo, in attesa dell’udienza pubblica della Corte costituzionale che, nei primi giorni di dicembre, potrebbe dichiarare l’incostituzionalità della intera norma in materia di gestione associata sulla base dei ricorsi presentati da quasi tutte le Regioni italiane, e degli ulteriori ricorsi avversi al decreto del Ministero dell’interno, che ha definito i criteri di virtuosità delle convenzioni per le gestioni associate obbligatorie. Prescinde completamente da queste valutazioni l’obbligo di utilizzo della Centrale unica di committenza per i mini-enti sempre dal 1 gennaio prossimo, anche perché, come ribadito recentemente dalla Corte dei conti del Lazio con deliberazione n. 138/2013, “l’acquisto di lavori servizi e forniture è attività strumentale rispetto alle funzioni fondamentali, ma non rappresenta una funzione fondamentale essa stessa”. 

DALL’ANPCI UN DURO ATTO DI ACCUSA SULLE MODALITÀ OPERATIVE DEL PROGRAMMA 6000 CAMPANILI
Con un duro comunicato stampa l’Anpci ribadisce la propria posizione sulle modalità operative del Programma 6000 Campanili definendo la comunicazione inviata dall’Anci ai Comuni inqualificabile proprio perché rivolta agli amministratori della cosa pubblica che hanno confidato nell’iniziativa del Ministero delle Infrastrutture per vedersi finanziato un intervento infrastrutturale a favore della propria comunità.
Il comunicato dei rappresentanti dei piccoli Comuni punta il dito sulla mancanza di criteri e di regole per l’accesso ai finanziamenti che ha di fatto banalizzato l’impegno di tanti bravi sindaci e cui il governo nazionale ha regalato un giro sulla ruota della fortuna, senza puntare sulla meritocrazia ma solo premiando chi arriva primo, non perché è più bravo, ma perché il suo provider di posta elettronica certificata è stato più veloce. In definitiva, continua il comunicato dell’ANPCI, l’iniziativa rischia di trasformarsi in una guerra tra poveri con gli Enti pubblici costretti a rincorrere pochi spiccioli a fronte di una capacità progettuale documentata dalla presentazione di circa 4000 progetti. Ribadiamo l’esigenza di aumentare il plafond senza toccar in alcun modo i vincoli di bilancio. Sarebbe sufficiente, cioè prevedere che la spesa di 100 milioni venisse confermata per 20 anni per alimentare un mutuo a totale carico dello stato e portando ad investimento circa 2 miliardi. In un sol colpo si garantirebbero interventi di messa in sicurezza del territorio.

APPROVATO IL REGOLAMENTO SU IMPATTO E VERIFICA DEGLI ATTI AVCP
L’Avcp ha pubblicato un regolamento con lo scopo di comprendere in anticipo l’impatto delle proprie norme sul settore degli appalti. A tale scopo l’Autorità considera, ove disponibili, i dati provenienti dalla Banca dati nazionale dei contratti pubblici, le informazioni derivanti dalle segnalazioni e richieste di parere pervenute, le notizie contenute nella stampa nazionale o apprese da altri organi di informazione. Inoltre, può ricorrere a metodi di consultazione preventiva, consistenti nel dare notizia del progetto di atto e nel consentire ai soggetti interessati di far pervenire i propri suggerimenti e le proprie proposte, considerazioni e osservazioni, mediante consultazioni online, tavoli tecnici e audizioni. In dettaglio, il Regolamento individua le procedure di AIR, Analisi di impatto della regolamentazione, e VIR, verifica di impatto della regolamentazione.

Notizie Flash


  

DALL’EFFICIENZA ENERGETICA NUOVE OPPORTUNITÀ DI LAVORO
Con i nuovi fondi europei 2014-2020, in Italia potranno essere mobilitate risorse pari ad 7 miliardi di euro, creando almeno 600mila nuovi occupati nel solo settore della riqualificazione energetica degli edifici. Questi ed altri dati sono contenuti nel Secondo Rapporto di Fillea Cgil e Legambiente dal titolo “Costruire il futuro”. Il Rapporto intende offrire al comparto edilizio alcune possibili soluzioni per uscire da una crisi che negli ultimi 6 anni ha portato alla chiusura di 12mila imprese, con conseguente perdita del posto di lavoro per centinaia di migliaia di persone. Uno dei principali problemi per l’attuazione di tali proposte è dato dall’assenza di una regia nazionale e dalla conseguente confusione di responsabilità rispetto a chi si debba occupare di efficienza energetica tra Ministero delle infrastrutture, Ministero dello sviluppo economico e Ministero dell'Ambiente. E’ quindi auspicabile un coordinamento nazionale, per indirizzare al meglio le azioni delle Regioni ed evitare il rischio che i fondi 2014-2020 possano fare la stessa fine di quelli delle precedenti programmazioni.

LE “PARTI” DI SERVIZIO RELATIVE A OGNI COMPONENTE DELL’ATI VANNO INDICATE CHIARAMENTE
Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 5069/2013, ha chiarito l'obbligo d'indicare, in sede di presentazione dell'offerta, le "parti" di servizio imputate a ciascun operatore raggruppato, allo scopo di permettere alla stazione appaltante di verificare la serietà dell'impegno e dell'idoneità delle imprese raggruppate a svolgere effettivamente le "parti" di servizio indicate. In definitiva, l'obbligo di cui all’art. 37, co. 4, del Codice degli appalti circa la specificazione delle parti del servizio che saranno eseguite dalle singole imprese raggruppate o raggruppande, si deve considerare legittimamente assolto in caso sia d'indicazione, in termini descrittivi, delle singole parti del servizio da cui sia evincibile il riparto di esecuzione tra loro, sia d'indicazione, in termini percentuali, della quota di riparto delle prestazioni che saranno eseguite tra le singole imprese. E ciò in ossequio al principio della tassatività delle cause di esclusione, sancito dall’art. 46, c. 1-bis.

NESSUNA ESCLUSIONE SE NELL’OFFERTA NON È  INDICATO IL COSTO DEL LAVORO
Il mancato inserimenti del costo del lavoro all’interno dell’offerta non può determinare l’esclusione da una procedura di gara, come afferma il Tar Campania, poiché la sua omissione attiene solo alla valutazione di possibile anomalia dell’offerta e non integra alcuna delle cause di esclusione tassativamente previste dal comma 1 bis dell'articolo 46 del Codice, non essendo la stessa espressamente prevista dal medesimo codice, dal relativo regolamento o da altre disposizioni di legge in materia. Il Tar Campania ha annullato, con la sentenza n. 5143/2013, il provvedimento con cui veniva esclusa una ditta sulla base dell’assenza di una dichiarazione sostitutiva attestante il costo del lavoro, dichiarando che la stazione appaltante potrà effettuare la valutazione dell’anomalia, se del caso, in un momento successivo della procedura, oppure a ovviare a tale omissione mediante richiesta di integrazioni.

SERVIZIO PUBBLICO DI DISTRIBUZIONE DEL GAS NATURALE: GARE VALEVOLI PER IL TERRITORIO DI COMPETENZA
Non esiste il divieto per le singole Amministrazioni comunali di indire, nell’attesa della determinazione degli ambiti territoriali minimi e della loro operatività, gare in autonomia per individuare il gestore del servizio per il proprio territorio di competenza. Il Consiglio di Stato, nella sentenza n. 5419/2013, ribadisce quanto già affermato dal Tribunale di primo grado, sottolineando che nella procedura concertata tra il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero per gli affari regionali ed le autonomie locali sono stati individuati ambiti ottimali minimi per lo svolgimento delle gare e sono state previste misure incentivanti affinché i singoli comuni si aggreghino agli stessi. Proprio il carattere incentivante dell’aggregazione manifesta l’assenza di un obbligo cui conformarsi.